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Come noce moscata

Aveva sempre pensato che la noce moscata si chiamasse così in onore di quella misteriosa città. E si era sempre sbagliato. Muscat aspettava la notte con la tranquillita’ di chi sa che il giorno dopo sarà una giornata ancor più luminosa.muscat
Nel piccolo locale con i tavoli di legno e gli uomini in tunica bianca, si serviva solo hareis ma owaal.
Gli piaceva quel miscuglio di grano cotto a vapore, peperoncino, lime, cipolle e squalo essicato.
Giù al suq, nel pomeriggio, aveva visto intere ceste con la carne del pescecane riarsa dal sole, in mezzo a sacche di juta rigonfie: cardamomo, zafferano, curcuma, summacco e noci moscate.
L’Oman era il regno delle spezie. Ma la noce moscata non c’entrava davvero nulla. Muscat vuol dire ancoraggio. E qui, su quei moli di pietra ocra davanti al suo tavolino, da secoli attraccavano portoghesi, indiani, persiani, yemeniti, somali.
Si sarebbe imbarcato anche lui, al mattino seguente, ancor prima dell’alba.

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18 anni dopo

La line up è sostanzialmente la stessa. Shane MacGowan, i SawDoctors, e poi loro Christy Moore e Bob Dylan. Il posto è diverso. Londra stavolta e non l’Irlanda del sud. Le emozioni saranno diverse.  Eravamo in 5, a Waterford, nel 1993: era il nostro primo, grande, festival musicale. Saremo in 2, sabato a Londra, per questo Feis 2011.
Ci si ritrova ad ascoltare la stessa musica con 20 chili in più a testa, un lavoro impegnativo sulle spalle, compagne di viaggio stabili, un figlio per parte e altri due in arrivo da una parte sola.  Eppure, nononstante tutto, ci si ritrova. 
L’amicizia è una bevuta su un prato, ad ascoltare cantanti ormai bolsi. E a raccontarsi 18 anni passati assieme e distanti. 

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Azerbaijan, Georgia, Armenia

In viaggio nel Caucaso:
le trivelle e i pozzi petroliferi di Baku; in treno con il presidente della Georgia Saakashvili; il genocidio dimenticato al confine tra Turchia e Armenia

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