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Prendere a calci la rivoluzione

I generali ormai governavano da parecchi anni. Da 18, per la precisione.  Il regime non accennava a sgretolarsi, anche se appariva ogni giorno più sfilacciato, disordinato, in fondo in fondo più pericoloso.
E così in quello spogliatoio, quegli uomini in mutande e calzettoni decisero di fare qualcosa per il proprio paese.
Votarono per alzata di mano e votarono la cosa più giusta.
Da quel giorno quella squadra di calcio si sarebbe autogestita, per mostrare all’intera nazione i vantaggi della democrazia.
L’allenatore avrebbe avuto un voto come ognuno di quei 22 giocatori. Avrebbero scelto tutti assieme la formazione, la strategia per battere gli avversari, i cambi da effettuare durante la ripresa.
Decisero persino di giocare con i numeri sulle casacche al contrario in segno di protesta. Di sostituire lo sponsor con messaggi politici. Rischiavano la galera ma andarono avanti. Continua a leggere

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Il signor N. e la signorina Giulia

Arrivò nel bel mezzo del pomeriggio e capì perchè quella grande città era così  ammirata nel mondo. Respiravi subito la storia, l’arte, la cultura in ogni suo angolo. Era maestosa, bella, intrigante. E per il signor N. sconosciuta. Aveva una settimana  a disposizione e pensava che con la sua misera lonely planet in tasca avrebbe concluso ben poco.
Così quando gli capitò tra le mani il volantino, non ci pensò due volte. Poteva permetterselo.
La mattina seguente si fece la barba e scese nella hall del grande albergo un po’ emozionato. Lei lo riconobbe subito. Si alzò dalla poltrona e gli andò incontro.
“Buongiorno signor N.  Mi chiamo Giulia e sarò la sua guida turistica personalizzata per questo suo soggiorno in città. Possiamo cominciare” Continua a leggere


Il palazzo dove tutto cominciò

L’indirizzo con precisione non si conosce. Si sa solo che la tromba delle scale aveva la forma di un occhio e che ne  vide tante.
Si sa anche che nel palazzo c’erano sei appartamenti. E in ogni appartamento, per un motivo o per l’altro, qualcuno che scuoteva la testa.
Al primo piano abitava un’ex attrice. Fuori dalla sua finestra vedeva una collina sulla quale da 5 anni doveva sorgere un parco pubblico. Il comune aveva stanziato 8 milioni di euro, il cantiere era stato aperto ma i lavori non erano mai finiti. L’ex attrice scuoteva la testa per questo scempio. La casa del secondo piano, invece, era abitata da una giovane coppia. Lui aveva chiesto a lei di sposarlo. Continua a leggere


Il sopracciglio di Leonilde

Quando ero piccolo, il Presidente della Camera era sempre Nilde Iotti. Mi sembrava normale che fosse così: come le puntate di Happy Days in tv, gli adesivi del Camel Trophy, le corse in bmx d’estate e i biscotti al forno di mia madre d’inverno.
Cose che credi immutabili.
Ieri sera l’ho incontrata di nuovo Leonilde Iotti detta Nilde. Era lì e sorrideva, con il sopracciglio di stampo sovietico, un vestito a pois rigoroso, una sobria collana e lo chignon con cui raccoglieva i capelli grigi. Sorrideva a labbra strette dal vecchio poster elettorale, esposto in un banchetto che vendeva i numeri del “La Domenica del Corriere” e altre cianfrusaglie.
Quando ho lasciato gli stand a pochi passi dal Circo Massimo, Roma mi ha avvolto nel suo sabato sera sfrigolante: ingorgo automobilistico, frotte di turisti con il naso all’insù, chioschetti dove gustare bibite e panini sul finire di questa estate 2011.

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Vedi Napoli e poi speri

Scendi dal frecciarossa alla stazione centrale di Napoli e pensi di aver sbagliato treno. Il marciapiedi del binario è lucido, quasi splendente, perfino troppo pulito. Si potrebbe mangiare per terra.
I lavori di restauro sono finiti e ora il grande scalo ferroviario è un ordinato centro commericale.
Libreria, caffè, edicola, bancomat, ristoranti. Esci dalla stazione e i lavori per la metropolitana sono quasi completati. Il cantiere s’è rimpicciolito.
Giri per le strade dell’antica capitale del sud: nemmeno un sacchetto della spazzatura, qua e là bidoni della raccolta differenziata.
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Oggi è il giorno

Questa foto fu scattata in Italia tra 10 anni.

Ma oggi è il giorno per capire se il bimbo nella foto:

1-sta per bere da una fontanella per poi ricominciare a giocare sul prato

2-ha appena chiuso il rubinetto e fissa un grosso reattore grigio all’orizzonte