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Regio sfregio

Da una finestra si intravedono addirittura panni stesi e mollette. Le automobili dei custodi sfrecciano tra i turisti davanti alla biglietteria. I quattro cortili sono trasformati in parcheggi. L’atrio è una lunga galleria di bancarelle e ambulanti: Pulcinella, magneti, guide e cartoline.
La scenografica cascata dell’immenso Parco Reale non esiste più e le fontane sono ormai a secco: l’acqua viene rubata a monte con allacci e tubi abusivi all’Acquedotto della Reggia.
Oubliez Versailles!
Questa è Caserta.
Fino a 10 anni fa, il Palazzo reale voluto da Carlo III di Borbone attirava quasi un milione di visitatori l’anno.
Oggi sono poco più di 500 mila.
Il complesso disegnato dal Vanvitelli è, per volumetria, uno degli edifici più grandi d’Italia: 1200 stanze divise su cinque piani. Ma nessuno le potrà mai visitare tutte.
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Un santo al giorno

Settembre è il mese di Sant’ Elpidio Vescovo, San Diomede Martire, Santi Cornelio e Cipriano. A fianco ad ogni data, sul calendario, c’è il nome di un santo in un tripudio di morti ammazzati e miracoli. Ma sul calendario non codificato dell’Italia repubblicana ci sono altri martiri. Ogni giorno, in questo sgangherato paese, ci sarebbe un caduto da ricordare. Ucciso da mafie, negligenze, tradimenti, spezzoni dello stato, potenze straniere, intrallazzatori senza scrupoli.
Scivolano i nomi e le date: Ambrosoli, Borsellino, Impastato, Falcone, i 32 della strage ferroviaria di Viareggio, quelli dell’Italicus, di Ustica, della stazione di Bologna, della Banca dell’Agricoltura. Un elenco che più ci si sforza di completare, piu’ resta incompleto. I grani di questo rosario laico di morte a distanza di anni danno i loro frutti.  Continua a leggere


Quel relitto in mezzo al golfo

Il “Giovanni Padre” è ancora lì, a 400 metri di profondità, in un mare blu tra Ischia e Procida. Incastrati dentro al peschereccio, due marinai che nessuno potrà mai recuperare. Sono finiti in quella bara di legno e acqua perchè li ha speronati una grande nave cargo. E perchè ai comandi del mercantile c’era un timoniere strafatto di cocaina. Quando l’hanno arrestato ha detto: “mi dovevo fare di cocaina perchè i turni a bordo sono troppo faticosi”.
E’ successo a metà agosto ed è stato lo spunto per questa inchiesta sulla sicurezza navale nel Golfo di Napoli. Dopo Shanghai, il mare più trafficato del mondo.

Il servizio del Tg1


Vedi Napoli e poi speri

Scendi dal frecciarossa alla stazione centrale di Napoli e pensi di aver sbagliato treno. Il marciapiedi del binario è lucido, quasi splendente, perfino troppo pulito. Si potrebbe mangiare per terra.
I lavori di restauro sono finiti e ora il grande scalo ferroviario è un ordinato centro commericale.
Libreria, caffè, edicola, bancomat, ristoranti. Esci dalla stazione e i lavori per la metropolitana sono quasi completati. Il cantiere s’è rimpicciolito.
Giri per le strade dell’antica capitale del sud: nemmeno un sacchetto della spazzatura, qua e là bidoni della raccolta differenziata.
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