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La velleità di un numero

Con un blog dedicato a un’intuizione matematica, ogni tanto qualche conto bisogna farlo. E allora cominciamo con un’addizione facile facile:
4719 +5281 = 10 mila.
E su questo non ci piove. 
5281 sono i contatti raccimolati dal vecchio blog appoggiato a splinder, che in questi giorni ha chiuso. 4719 sono le visite a questo nuovo blog, dal 20 ottobre ad oggi.
Lo ammetto. Lo faccio. Ogni giorno vengo su questa pagina a controllare il numero dei clic. E 10.000 contatti spalmati su 99 post in un anno è una bella cifra.
Al netto delle mie innumerevoli visite, di quelle di mio padre e di mia zia, di Cristiana, degli amici, di qualche collega e della mia vicina di casa Manuela, rimane pur sempre una bella cifra.
Grazie a tutti.

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Buon compleanno, Pierre.

Beaumont-de-Lomagne è un paesino di quattromila abitati.
Pirenei francesi nei pressi di Tolosa. A Beaumont-de-Lomagne non succede mai nulla.

L’unica cosa che è successa, è successa tanto tempo fa. Qui il 17 agosto del 1601 è nato Pierre de Fermat, a cui questo blog è in parte dedicato.
Oggi lo ricorda persino Google con un doodle dedicato alla sua intuizione più famosa, l’Ultimo Teorema di Fermat. Non esistono soluzioni intere positive all’equazione:

 a^n + b^n = c^n \,\!

se n > 2.
Ho sempre capito poco di matematica. Ma al buon vecchio Pierre non potevo non fare gli auguri oggi.


L’importanza del numero 5

Spesso non ci fai caso. Conti da 1 a 10. Il numero 5 è lì, al centro, in mezzo, al giro di boa. Tu conti, lo passi e tiri dritto. Invece è importante, il 5.
Non ha le rotondità di altre cifre, come il 3, il 6, l’8 o il 9. E nemmeno gli spigoli dell’1, del 4 o del 7. Il 5 no: è tondo, per quella sua pancetta appena accennata. Ma poi, salendo verso l’alto, cambia carattere improvvisamente con due angoli acuti. Un numero unico, in tanti sistemi di numerazione.
Il sistema decimale è a base 10. Vale a dire due volte 5. Quello maya era a base 20: 4 volte 5. Quello babilonese invece a base 60. Cioè 12 volte 5. Forse perchè 5 sono le dita della mano.
E cinque erano le pietre nella fionda di Davide contro quel gigante di Golia.
Charles Demuth, esponente dell’avant garde americana, ha dedicato a questa cifra un quadro che oggi è esposto al MoMa di New York. E ancora. Continua a leggere