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Via Lenin via

Cose che accadono a Roma.
Il 20 ottobre scorso c’è stato un brutto temporale, la disorganizzazione generale l’ha trasformato in alluvione.
A inizio febbraio, la città si è ritrovata sorpresa, intirizzita, paralizzata, da un manto nevoso di 30 centimetri.
La discarica di Malagrotta è ancora aperta.
E’ la più grande d’Europa, avrebbe dovuto chiudere nel 2007 ma non è ancora stata individuata una soluzione alternativa.
In città, lo scorso anno ci sono stati 33 omicidi, la maggior parte sono senza colpevole. Le gambizzazioni non si contano.
La capitale detiene il record per vittime in incidenti stradali in Italia.
Le strade sono assediate da cartelloni pubblicitari abusivi, una giungla di pali di alluminio.
Secondo un recente studio indipendente, per soddisfare pienamente la domanda di asili nido in città, bisognerebbe aumentare l’offerta del 67%.
Roma e’ la città i cui cittadini hanno un maggior impatto sull’ambiente in termini di emissioni di gas serra in Italia.
Su richiesta del Sindaco, Gianni Alemanno, la Commissione toponomastica del Comune sta valutando se avviare l’iter per cambiare nome a Largo Lenin e Via Lenin.
Cose che succedono a Roma.
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Foglietti maledetti

Lo ammetto, ultimamente lo faccio spesso. Frequento uffici pubblici.
Sono obbligato, non ne posso fare a meno.
E gli uffici pubblici sotto il 44esimo parallelo hanno tutti la stessa, dannata, caratteristica:
l’invasione dei foglietti.
Fotocopie sgualcite con decine di informazioni buttate lì, davanti agli occhi, del cittadino/utente.
Occupano inizalmente le bacheche, poi fuoriescono e invadono le pareti dell’ufficio, fino ad arrampicarsi sul vetro che ti divide dal funzionario.
Il numeretto rosso sul display ti fa capire che l’attesa sarà lunga e allora puoi fermarti a leggere. Per sorridere e arrabbiarti.
I messaggi stampigliati sui foglietti usano tutti lo stesso linguaggio alieno: “si prega”, “rispettare”, “numero di ordine”, “in caso contrario”, “attenzione”, “si rammenta”  “permanenza”,  “suddetto”, “non oltre”, “dirigenti apicali”, “al fine di” “l’utenza”.
La stragrande maggioranza dei foglietti poi è ripetuta due, tre, quattro volte. Alla fine in tutto l’ufficio si contano 29 foglietti appiccicati a suon di scotch. Troppi. Qualcuno se ne deve essere accorto.
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Alza la guardia, Roma

Accompagni tuo figlio al parco e te li ritrovi davanti. Gruppetti di donne e ragazze che tengono la guardia alzata, saltellano, tirano calci e pugni. 
Al loro fianco, uomini giganteschi. Gli istruttori ci mettono un sacco di pazienza per spiegare mosse, tecniche, elementi base della difesa personale.
Sembrano divertirsi e probabilmente sono qui perché nel quartiere qualcosa è cambiato.
Sono aumentati i furti, le rapine, le aggressioni.
E’ aumentata la paura.
Lo sai perché leggi la cronaca locale sui quotidiani.
Lo capisci dai condomini che si sono arricchiti di grate e telecamere di videosorveglianza.
Trovi un volantino che spiega l’iniziativa:
“Corsi di difesa personale per ragazze e donne organizzato da Roma Capitale”.
E’ l’ennesima resa.
Come dire: noi non riusciamo a proteggervi, sbrigatevela da sole.