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Coriandoli dal futuro

Il ragazzo entra in banca un po’ confuso. L’ansia di un contocorrente che non si riempie mai, i titoli dei giornali, le paure dei suoi genitori.  E’ arrivato allo sportello perchè deve prelevare una piccola somma dal suo magro conto.
Sta per compilare il modulo quando l’ occhio gli cade su una busta di plastica sigillata, appoggiata sul computer del bancario davanti a lui.
La prende in mano.
E’ un mattoncino compatto. Una miriade di coriandoli, frammenti di carta, schegge, frantumi bluastri di biglietti da 20 euro. E’ sicuro che fossero euro. Li riconosce, anche se sono ridotti così: intravede il numero 2, lo spezzone di scritta in caratteri latini EU, quello in caratteri greci PΩ.
La Grecia, già.
Il mattoncino di euro frullati è avvolto in un domopack speciale, tempestato di timbri con su scritto “Banca d’Italia”.
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Un santo al giorno

Settembre è il mese di Sant’ Elpidio Vescovo, San Diomede Martire, Santi Cornelio e Cipriano. A fianco ad ogni data, sul calendario, c’è il nome di un santo in un tripudio di morti ammazzati e miracoli. Ma sul calendario non codificato dell’Italia repubblicana ci sono altri martiri. Ogni giorno, in questo sgangherato paese, ci sarebbe un caduto da ricordare. Ucciso da mafie, negligenze, tradimenti, spezzoni dello stato, potenze straniere, intrallazzatori senza scrupoli.
Scivolano i nomi e le date: Ambrosoli, Borsellino, Impastato, Falcone, i 32 della strage ferroviaria di Viareggio, quelli dell’Italicus, di Ustica, della stazione di Bologna, della Banca dell’Agricoltura. Un elenco che più ci si sforza di completare, piu’ resta incompleto. I grani di questo rosario laico di morte a distanza di anni danno i loro frutti.  Continua a leggere


Il sopracciglio di Leonilde

Quando ero piccolo, il Presidente della Camera era sempre Nilde Iotti. Mi sembrava normale che fosse così: come le puntate di Happy Days in tv, gli adesivi del Camel Trophy, le corse in bmx d’estate e i biscotti al forno di mia madre d’inverno.
Cose che credi immutabili.
Ieri sera l’ho incontrata di nuovo Leonilde Iotti detta Nilde. Era lì e sorrideva, con il sopracciglio di stampo sovietico, un vestito a pois rigoroso, una sobria collana e lo chignon con cui raccoglieva i capelli grigi. Sorrideva a labbra strette dal vecchio poster elettorale, esposto in un banchetto che vendeva i numeri del “La Domenica del Corriere” e altre cianfrusaglie.
Quando ho lasciato gli stand a pochi passi dal Circo Massimo, Roma mi ha avvolto nel suo sabato sera sfrigolante: ingorgo automobilistico, frotte di turisti con il naso all’insù, chioschetti dove gustare bibite e panini sul finire di questa estate 2011.

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Up patriots to arms!

Da un’intervista a Franco Battiato sull’Espresso:

“Il paese è diviso in tre micronazioni. Una schifosa, un’altra disillusa, che se ne frega di chiunque, e l’ultima che è eccezionale. E’ incredibile che nessuno abbia fatto una rivoluzione per liberarsi di manigoldi e cricche”.

E tu che stai leggendo, in quale micronazione vivi?


Buon compleanno

La invito a cena perchè è così che si fa, in questi casi. E’ il suo compleanno e ci avevo pensato da tempo. Nella tasca del giaccone ho un piccolo pacchetto regalo. E’ così che usa, in questi casi.
Il ristorante è dei migliori. Luci soffuse, un buquet di fiori in tavola, posate scintillanti e un prosecco tra le dita. Cominciamo a parlare e mi accorgo che è logorroica. E’ tutto un: “E ti ricordi di quella volta…….?”. Ha una storia lunghissima da raccontare, non la finisce più.
E’ bella, anche se le rughe attorno agli occhi la tradiscono. E’ vecchia, quasi sfatta. Quando arriva l’antipasto, si fa il segno della croce e ringrazia il cameriere dolcemente. Poi svuota d’un colpo il prosecco, tira un rutto e caccia una bestemmia.  Si ricompone e comincia a mangiare e a raccontare. Tra un piatto e  l’altro, mi accorgo che fa sparire le posate dentro alla borsa. E’ una ladra, è una vecchia, è ipocrita, è spirituale e blasfema, ha troppi anni alle spalle, è piena di sè, divertente e noiosa, bella e anarchica, gentile e maleducata. E’ per questo che mi piace.
E’ arrivato il mio momento e  tiro fuori il pacchetto regalo. Lo scarta e dentro c’è solo un biglietto con su scritto:  “un futuro migliore”.
Buon compleanno, italia.