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A domanda,risponda

La colonna sonora della redazione è un magma indistinto di voci, interfono, pigiare di tasti, ma soprattutto squilli di telefono.
Se alzi il ricevitore, il più delle volte, dall’altra parte trovi:
-cittadini infuriati
-matti che cominciano la conversazione con un “che ci fai un articolo su ….?”
-colleghi di altre redazioni con problemi insolubili
-raramente qualcuno che cerca proprio te
La collega appoggia la cornetta sulla scrivania, si avvicina e mi sussurra:
“E’ la Camera dei Deputati, ti cerca la segreteria dell’Onorevole Simeone Di Cagno Abbrescia…”
“Ammappelo” penso “e che sarà mai successo?!?!”
Raccolgo il ricevitore dalla scrivania e scopro che l’Onorevole, già sindaco di Bari per otto anni, Deputato della Repubblica Italiana dal 2006, è rimasto molto colpito da una mia inchiesta sul degrado della Reggia di Caserta (ne ho parlato qualche post più sotto, Regio Sfregio, guarda il video) e ha deciso di portare la questione in Parlamento.
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Taras mon amour

Quando decisero che lì doveva sorgere la città più bella del mondo, le stesero ai piedi due mari: uno lo srotolarono davanti al suo viso, l’altro lo adagiarono alle sue spalle. 
Il primo mare aveva la forma di una bocca spalancata verso l’orizzonte, dove si stagliava un piccolo arcipelago di isolotti tutti sabbia e sassi.
Il secondo mare, quello interno, ricordava il seno di una donna.
E proprio come il seno di una donna, era ricco di vita: sorgenti naturali di acqua dolce, conchiglie e molluschi, delfini.
A dividere i due mari e a unire la terra, una penisola e un’isola.
E fu su quell’isola che cominciarono a costruire la città. Prima fecero i ponti, poi le case bianche e dorate, i templi, infine le mura e il castello.
A presiedere i lavori di costruzione della città era Taras, figlio di Poseidone e della ninfa Satyria. Al termine del cantiere, Taras la guardò soddisfatto:quella città ora sembrava uscita da una fiaba. Continua a leggere