Archivi tag: giornalismo

Il lavoro sporco

Un tempo (o forse solo nella fantasia) il cronista di nera faceva il lavoro sporco.
Bazzicava locali ambigui, incontrava personaggi della zona grigia, viveva a perenne cavallo tra giorno e notte, legalità e illegalità, gioco pulito e scorrettezza.
Per un breve periodo ho incrociato le strade di Avetrana e passeggiato nel bosco delle Casermette, tra Ascoli Piceno e Teramo.
Sarah e Melania, due donne uccise, due misteri su cui tutti i tg si sono scatenati.
Di queste due esperienze conservo un ricordo preciso.
Una strana vicinanza tra i colleghi del network privato e le famiglie di vittime e carnefici.
Porte chiuse per tutti e interviste esclusive per loro. Si vociferava di somme pagate, di pratiche illegali, di favori.
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Sogni in caduta libera

Luca ormai lo conosco da un po’ di tempo. E credo di immaginare l’emozione che ancora prova quando entra nella redazione del Grande e Illuminato Giornale Progressista. Quella confusione quasi studiata, l’impressione che ognuno lavori a un’inchiesta importante, il paradosso di un open space che sembra raccolto, intimo, tuo.
Luca ha cominciato a collaborare per i supplementi del Grande e Illuminato Giornale Progressista anni fa: ha scritto articoli su orologi che non può permettersi e recensioni di osterie nelle quali non ha mai mangiato.
Poi ha frequentato una prestigiosa scuola di giornalismo, passato tre mesi di stage gratuito proprio nella redazione del Grande e Illuminato Giornale Progressista e infine, dopo l’esame col quale è diventato giornalista professionista, ha cominciato a collaborare.
Luca ancora si emoziona quando la mattina va a fare colazione al bar, sfoglia le pagine locali del giornale e trova il suo nome in neretto. La sua firma.

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Il palazzo dove tutto cominciò

L’indirizzo con precisione non si conosce. Si sa solo che la tromba delle scale aveva la forma di un occhio e che ne  vide tante.
Si sa anche che nel palazzo c’erano sei appartamenti. E in ogni appartamento, per un motivo o per l’altro, qualcuno che scuoteva la testa.
Al primo piano abitava un’ex attrice. Fuori dalla sua finestra vedeva una collina sulla quale da 5 anni doveva sorgere un parco pubblico. Il comune aveva stanziato 8 milioni di euro, il cantiere era stato aperto ma i lavori non erano mai finiti. L’ex attrice scuoteva la testa per questo scempio. La casa del secondo piano, invece, era abitata da una giovane coppia. Lui aveva chiesto a lei di sposarlo. Continua a leggere


Uno squillo nella notte


Il turno di notte in redazione ha un’unica certezza: prima o poi squillerà il telefono.
A volte capita anche alle due di notte e sul display compare la scritta “numero sconosciuto”.
Dall’altra parte, c’è lui: Rossano, o almeno una volta ha detto di chiamarsi così.
Vive con la madre malata. Nei pressi di Milano, supponi. Lo racconta il suo accento, lui non lo dice.
E’ talmente effemminato che a volte ti senti in imbarazzo a dargli del “lei” , pensi che possa equivocare.
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Next stop:iceland

C’è questa storia che gira e che pochi raccontano. Viene tramandata da facebook, siti ribelli, qualche giornale, nessuna tv. E’ la storia di un’isola un tempo ricca.  Tra il 2000 e il 2008, l’Islanda vive un boom economico senza eguali nel mondo occidentale: la borsa in 6 anni cresce del 900% e il PIl oscilla tra il 5% e il 6% . Tutti stanno bene, il denaro gira, le imprese investono, i cittadini consumano.
Al centro di questo miracolo economico tre banche: Landbanki, Kapthing e Glitnir. Sono state privatizzate e offrono tassi altissimi, attirando soldi da tutto il mondo. Soprattutto da Olanda e Gran Bretagna. Queste tre banche, però, in silenzio stanno accumulando anche debiti per una serie di ardite speculazioni finanziarie. E quando arriva la crisi,  il sistema crolla.
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