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Gemelli diversi

Lei ha gli occhi che sorridono, nonostante tutto. Lui ha gli occhi spaventati, nonostante tutto.image
Li ho incontrati in un giorno luminoso di fine aprile e avrebbero voluto raccontarmi anche loro qualcosa di luminoso. L’attesa, la gravidanza, i due gemelli in arrivo, la voglia di diventare mamma e papà, i viaggi fatti da soli e quelli da fare coi piccoli, le giungle da esplorare e i deserti da attraversare.
Invece mi hanno dovuto parlare di provette, errori, avvocati, timori e terrori, la sofferenza dell’attesa.
Lui e lei sono la coppia vittima dello scambio di embrioni all’ospedale Pertini di Roma.
Aspettano gemelli diversi da tutti gli altri. Gemelli loro e di un’altra coppia, per uno stupido e gravissimo errore.
Perchè nella nostra epoca ipertecnologizzata, se fai le analisi delle feci e delle urine ti assegnano un codice a barre. Se fai la fecondazione assistita, scrivono il tuo cognome a penna e in corsivo.
Per colpa di questo sbaglio, lui e lei ora temono che qualcuno gli possa portare via i bambini. ed è una paura che non puoi provare a placare con rassicurazioni, consigli, abbracci.
L’intervista che lui e lei hanno scelto di concedere al Tg1 dura due minuti e dieci. È frutto di mezz’ora di registrazione e di due ore abbondanti di chiacchierata.
Io non conosco il futuro di lui e lei. Troppo complessi e sfaccettati gli aspetti etici, legali
e umani di una vicenda cosi tragica, beffarda, inaspettata e inaudita. Non è mai accaduto prima e nessuno sa come potrà andare a finire.
Io so solo che lui e lei saranno un ottimo papà ed un’ottima mamma. E che quei due gemelli diversi sono due bambini fortunati. Nonostante tutto.

GUARDA L’INTERVISTA

 

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Non é un paese per nessuno

Giornata di sole, decisione inevitabile: si va ad ascoltare un concerto nel giardino del Museo dei Bambini. Esco di casa coi 3 figli: due sul passeggino gemellare e uno mano nella mano.
Sono un padre eroe, ce la farò. Abbiamo la fortuna di vivere nei pressi della metro. E se vivi vicino alla metro, in qualsiasi città del mondo, puoi andare ovunque.foto (25)
Non qui.
Non a Roma.
Non in questo paese.
La linea A conta 27 stazioni. Di queste,  solo 11 sono provviste di ascensore. Le due stazioni vicino a casa mia, per fortuna, sono tra queste. Arriviamo davanti alla prima e ci fermiamo: padre eroe, bimbo 4enne e passeggino gemellare davanti alla porta automatica dell’ascensore che si apre/chiude in continuazione, nelle orecchie un messaggio automatico che ci informa “ascensore al piano, scendere”.
Inutile aggiungere che noi 4, su quell’ascensore, nemmeno riusciamo a salirci. Verremmo ghigliottinati dalla porta automatica in tilt. Continua a leggere


Garage Olimpo

Capelli biondi e occhi azzurri. Lo sguardo deciso, determinato, a senso unico. Appena apre bocca, si capisce che ha imparato l’italiano da poco:
“Li tolio la testa? Li tolio la testa e la metto nel frigo?”.
I due prigionieri sono legati e imbrigliati su alcune minuscole seggiole.
Lo guardano impotenti, imploranti, terrorizzati.
“Non esageriamo, dai” dice l’altra persona nella stanza.
Il Biondo parte con un pugno in testa. Poi gli divarica le dita fino al limite.
Un altro pugno colpisce lo sterno. Uno dei due prigionieri ha un sussulto, l’altra sta già piangendo.
“Fermati, fermati, basta!” dice l’altra persona nella stanza guardando il Biondo.
Ma lui vuole andare fino in fondo e farli crollare. “Li buttiamo nela spazzatula?”.
La domanda è accompagnata da un ghigno e da quegli occhi azzurri sgranati.
Si abbassa sui due prigionieri e

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Tra Indianapolis e ostetricia su un taxi cubano

Solo davanti al cofano alzato e al fumo bianco sputato dal motore, il ragazzo riesce a riavvolgere il nastro di quella assurda mattinata.
Ha dormito poco e s’e’ alzato presto. Ha fatto bene e lo ha capito quando la sua compagna ha gridato aaaaahrggggggh e si è presa il pancione tra le mani.
“8 novembre, forse cade il governo, sicuro divento padre di due gemelli” , il suo assurdo pensiero.
E’ salito in macchina, la ragazza alla sua destra, l’altro bimbo stretto al seggiolino.
E poi ha cominciato a spingere. Come solo nei film.
Prima, seconda, frizione, sgasata, terza, frenata, seconda, sgasata, quarta, quinta. vai, vai, vai. Quattro frecce, una sciarpa fuori dal finestrino, il clacson sotto il dito.
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