Archivi tag: folk

Nun propio ‘na serataccia

Li ho conosciuti in una notte di passaggio. Hanno l’allegria contagiosa delle persone libere e il passo pesante di un vecchio ubriacone. Suonano, cantano e fanno ballare con coppole e vecchi cappelli calcati sulla testa a mascherare quelle facce da semi-conosciuti, da quasi famosi.orchestraccia
Vengono dai set di Romanzo Criminale e dei Cesaroni, tra di loro c’è di tutto, dal blogger geniale e ironico al cantautore inizio anni ’90 che ha partecipato anche a Sanremo.
Si ritrovano tutti assieme in una strampalata terra di confine tra Nino Manfredi e Bob Marley, Gabriella Ferri e Manu Chao, Alberto Sordi e i Pogues, Pasolini e i Clash.
Cantano di prigioni e di accoltellamenti sul lungotevere, di periferie e borgate, di amori maledetti e inseguimenti sbirreschi, di cravattari e tradimenti. Per essere più credibili, si sono dati un’etichetta volutamente sbracata, riduttiva, dispregiativa.
Sono l’ Orchestraccia e fanno rivivere stornelli romaneschi e poesie di Trilussa o Petrolini su un tappeto reggae-ska-folk. Continua a leggere

Annunci

L’euro al ritmo del rebetiko

Prima che tutto finisca, è giusto che tutti sappiate.  Ogni banconota di euro  nasconde un segreto, un gioco, una magia. Osservatele bene, se ancora ne avete nel portafogli.
Provate a immaginare i  grafici che poco più di dieci anni fa la disegnarono, questa male/benedetta moneta unica.
Sono tutti attorno a un tavolo, bianco e lucidissimo. Qualcuno fuma, un altro mastica una gomma, una giochicchia con una penna.
Brainstorming e pastelli.
Il primo comincia  e dice:  “la mappa dell’Europa non possiamo non mettercela…”
Tutti annuiscono.
Il capo grafico aggiunge: “Non possiamo spaventare gli investitori, non dobbiamo trasmettere emozioni forti, uno li deve usare senza quasi accorgersene. E quindi come colori, per i tagli più piccoli, opterei per un grigiolino-verde spento, un rosè, un bluetto e un giallino arancio. Per quelli da 100, 200 e 500 ci pensiamo dopo, tanto ne stamperanno pochi”.
Tutti annuiscono di nuovo.
Un altro grafico propone: “Ma se disegnassimo ponti e finestre come segnale di unione e apertura?”.
Ancora cenni di assenso univoci.
E’ una riunione al limite del noioso, quella in cui viene disegnato l’Euro. Un grafico sbadiglia, una ragazza si stropiccia gli occhi, tutto scorre in modo molto prevedibile.
Poi il più giovane attorno al tavolo, un matematico, ha un guizzo e spiega a tutti la sua idea. Il numero della banconota, dice, sarà un’enigma da risolvere.
Sembrerà un numero di serie ma non lo sarà, perché non è un numero progressivo. E’ un vero gioco matematico.
Continua a leggere