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Tappeto rotto

Lei è stata scelta, guidata, filmata da Woody Allen. E tu sei giustamente orgoglioso.
Accadeva quasi un anno fa. Era estate: il camerino come quello delle star con lo specchio gigantesco e le lampadine a fare da cornice, il copione spiegazzato con il nome scritto in trasparenza per evitare improvvide diffusioni,  e poi l’agitazione e l’ansia di chi è la prima volta.
Ora il film sta per uscire.
Cast stellare, per un racconto corale in quattro episodi: Roberto Benigni, Alec Baldwin, Penelope Cruz, lo stesso Woody che torna davanti alla cinepresa dopo parecchi anni, Ellen Page, Jesse Eisenberg, Riccardo Scamarcio, Ornella Muti, Antonio Albanese, mezzo Boris e un’altra manciata di attori e attrici inter e nazionali.
Tu te lo sentivi. Ti avrebbero invitato con lei alla prima mondiale all’Auditorium di Roma, sabato sera.
Tappeto rosso e flash dei fotografi, qualcuno oltre la transenna a dire: “Ma quei due chi c#zzo sono?”, tu a sorridere, sfilare, quasi magro nell’abito elegante, lei al tuo fianco, ancor più bella di quella prestata allo scintillante mondo del cinema. Poi un rinfresco, la felicità della primavisione, le mani intrecciate durante il cameo, e chissà magari una cena al tavolo con Woody e gli altri.
E infatti vi hanno invitato.
Ma non alla prima mondiale. No.
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La bocca del lupo

C’è un uomo che vaga per una città accompagnato solo da un paio di grossi baffi e da una faccia indimenticabile. Attraversa strade di pietra e pioggia, neon e sporcizia, notti e puttane. Piano piano riaffiorano i pezzi della sua storia.
Si chiama Enzo, figlio di Pippo, storico venditore ambulante di “accendini, sigarette, macchinette e bombe a mano”.
Enzo frequentava le notti del Mokambo e dello Zanzibar.Poi una di quelle notti, tanti anni fa, ha sparato a tre poliziotti, li ha feriti e s’è fatto più di 20 anni di galera.
Ora si arrangia tra vicoli e carruggi, la sua casa di sempre: l’angiporto. L’unica cosa che lo tiene in vita è il suo amore per Mary. E di questa stramba e semplice storia d’amore narra “La bocca del lupo”, un po’ documentario, un po’ film, realizzato dal quasi esordiente Pietro Marcello.

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