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Non é un paese per nessuno

Giornata di sole, decisione inevitabile: si va ad ascoltare un concerto nel giardino del Museo dei Bambini. Esco di casa coi 3 figli: due sul passeggino gemellare e uno mano nella mano.
Sono un padre eroe, ce la farò. Abbiamo la fortuna di vivere nei pressi della metro. E se vivi vicino alla metro, in qualsiasi città del mondo, puoi andare ovunque.foto (25)
Non qui.
Non a Roma.
Non in questo paese.
La linea A conta 27 stazioni. Di queste,  solo 11 sono provviste di ascensore. Le due stazioni vicino a casa mia, per fortuna, sono tra queste. Arriviamo davanti alla prima e ci fermiamo: padre eroe, bimbo 4enne e passeggino gemellare davanti alla porta automatica dell’ascensore che si apre/chiude in continuazione, nelle orecchie un messaggio automatico che ci informa “ascensore al piano, scendere”.
Inutile aggiungere che noi 4, su quell’ascensore, nemmeno riusciamo a salirci. Verremmo ghigliottinati dalla porta automatica in tilt. Continua a leggere

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La prevalenza dell’ornitorinco

“Mi manca l’olnitolinco!” Quando ci ha chiesto l’ornitorinco, abbiamo capito che non si trattava più di una sana passione ma di una vera mania. La nostra casa è ormai uno zoo di animaletti in plastica dura che aumentano di giorno in giorno.
Riproduzioni prefette e fedelissime di grigni, musi e grugni.
Charles Darwin, per dire, a tre anni ne sapeva sicuramente meno di mio figlio.
Lui sa tutto. Conosce le differenze tra un formichiere, un facocero e un tapiro, formula domande e pretende spiegazioni. Non si accontenta più di favolette e mi obbliga ad un costante corso d’aggiornamento in “animali del globo”.
Ed è così che ho scoperto i misteri dell’ ornitorinco. Un animale che sembra un collage di specie diverse ed è l’unico, secondo alcuni scienziati, che potrebbe mandare in crisi la teoria evoluzionista, elaborata proprio da Darwin. Continua a leggere


Il ragazzo del latte

La cosa più imbarazzante è stata sostenere lo sguardo dei colleghi i primi tempi, quando la frase “sono in allattamento” lasciava interdetti, portava ad altre domande, muoveva curiosità.
E allora dovevi spiegare quello che avevi scoperto nelle pieghe del terribile portale dell’INPS.
Tecnicamente si chiama “MOD.RIP/Padre dip., COD SR90”.
Sono i permessi giornalieri per il padre, lavoratore dipendente: due ore in testa o in coda al turno di lavoro.
Spettano in ipotesi da brivido, tragedie inenarrabili, sventure da knock out:
-madre del figlio morta
-madre del figlio gravemente inferma
-figlio abbandonato dalla madre
Il legislatore ha pensato bene di aggiungere, e non a caso, una quarta ipotesi:
-parto gemellare.
E così da buon padre di due gemelli (+1 primogenito), per tre mesi hai trascorso gran parte della mattinata a casa. Roba che nemmeno in Scandinavia.
Innumerevoli volte hai:
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A vele spiega(zza)te

Il corso di vela che ho fatto a 7 anni non mi è servito a nulla.
Eppure ricordo ancora l’Optimist, quell’assurda barchetta fatta a vasca da bagno. L’emozione del primo mare aperto. Il tentativo di usare il timone come un remo per andare più veloce del vento. Quello che non riesco a ricordare sono i nodi.
Nodo di scotta, nodo savoia, nodo bandiera, gassa, scorsoio, doppino….nulla. Ora davanti a  queste corde, questi tiranti, queste funi mi ritrovo smarrito.
E’ troppo complicato.
Mi consolo al pensiero che nemmeno Soldini o Cino Ricci ce la farebbero. Un groviglio inestricabile da sciogliere sotto il sole che cuoce la pelle.
Non basterebbe, forse, nemmeno l’intero equipaggio di Azzurra per sciogliere questa matassa così ingarbugliata. E pensare che la mia navigazione, all’apparenza, era così semplice.
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