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A domanda,risponda

La colonna sonora della redazione è un magma indistinto di voci, interfono, pigiare di tasti, ma soprattutto squilli di telefono.
Se alzi il ricevitore, il più delle volte, dall’altra parte trovi:
-cittadini infuriati
-matti che cominciano la conversazione con un “che ci fai un articolo su ….?”
-colleghi di altre redazioni con problemi insolubili
-raramente qualcuno che cerca proprio te
La collega appoggia la cornetta sulla scrivania, si avvicina e mi sussurra:
“E’ la Camera dei Deputati, ti cerca la segreteria dell’Onorevole Simeone Di Cagno Abbrescia…”
“Ammappelo” penso “e che sarà mai successo?!?!”
Raccolgo il ricevitore dalla scrivania e scopro che l’Onorevole, già sindaco di Bari per otto anni, Deputato della Repubblica Italiana dal 2006, è rimasto molto colpito da una mia inchiesta sul degrado della Reggia di Caserta (ne ho parlato qualche post più sotto, Regio Sfregio, guarda il video) e ha deciso di portare la questione in Parlamento.
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Erano imperiali

Guardali ora come sono ridotti, i Fori romani. Guarda quell’uomo che si cala i pantaloni e lascia i suoi bisogni in un angolo della Basilica di Massenzio.
Guarda il giaciglio di un barbone sulle scale della chiesetta a due passi dal Colosseo.
Guarda la lunga sequenza di cantieri e scavi abbandonati, di promesse mai mantenute. Quanto è facile entrare in una zona ad alta concentrazione archeologica e mettere le mani su anfore, vasellame, antiche pietre incise!
Basterebbe avere uno zainetto per rubare pezzi pregiati di epoca romana e nessuno ti direbbe nulla.
Guarda i venditori abusivi di bottigliette d’acqua, la gattara che parcheggia sotto l’Arco di Tito, il banchetto dei Lautari che chiedono soldi e firme ai turisti “contro la droga”.
E sono tanti i turisti che passano qui ogni anno. Nel 2011, sono stati 5.300.000 e hanno fatto del circuito Colosseo-Palatino-Fori  il sito più visitato in Italia.
Foro di Cesare, Foro di Augusto, Foro di Nerva, Foro di Traiano.
Vanto di un Impero,  vergogna di una Repubblica.

GUARDA IL VIDEO


Regio sfregio

Da una finestra si intravedono addirittura panni stesi e mollette. Le automobili dei custodi sfrecciano tra i turisti davanti alla biglietteria. I quattro cortili sono trasformati in parcheggi. L’atrio è una lunga galleria di bancarelle e ambulanti: Pulcinella, magneti, guide e cartoline.
La scenografica cascata dell’immenso Parco Reale non esiste più e le fontane sono ormai a secco: l’acqua viene rubata a monte con allacci e tubi abusivi all’Acquedotto della Reggia.
Oubliez Versailles!
Questa è Caserta.
Fino a 10 anni fa, il Palazzo reale voluto da Carlo III di Borbone attirava quasi un milione di visitatori l’anno.
Oggi sono poco più di 500 mila.
Il complesso disegnato dal Vanvitelli è, per volumetria, uno degli edifici più grandi d’Italia: 1200 stanze divise su cinque piani. Ma nessuno le potrà mai visitare tutte.
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