Archivi tag: crisi

Memorie di un parrucchiere guevarista

Lo incontro una volta ogni mese e mezzo. Ed ogni volta è una storia a sè. Giorgio gestisce la sua bottega in uno dei quartieri storici della capitale. Tra quelle viuzze, le case basse, rosse, ocra, tra un meccanico e un elettrauto, spicca la sua insegna semplice: “Barbiere”.barbiere
Quello fa, Giorgio. Il barbiere.
E’ di quelli vecchio stile. Ti sistema il telo con delicatezza attorno al collo, schiaccia il pedale per regolare l’altezza della poltrona, fa un cenno nel grande specchio orizzontale e poi comincia.
Usa solo le forbici, quasi mai la macchinetta anche se ha poco più di 40 anni.
Fisico asciuttissimo, capelli raccolti, lunghi, neri e lisci. Sembra un indiano.
E parla, parla, parla.
“Mo, ho deciso. Me tatuo e me faccio er Che, perchè mo’ basta eh! Me so rotto er c@##o de tutti, nun se ne po’ piu, nun je la faccio più co sta crisi'”.
Il mio sguardo riflesso dal vetro deve fargli intuire che l’assioma tatoo- guevara-crisi non mi è chiaro. E puntuale arriva la spiegazione.
Indica la storica sede del Pd dall’altro lato della strada, proprio davanti al suo negozio.
“Mo’ basta cor Partito Democristiano. Basta, basta. Qui tocca cambia’ tutto, tocca fa la rivoluzione pe ddavero”. Continua a leggere

Annunci

Next stop:iceland

C’è questa storia che gira e che pochi raccontano. Viene tramandata da facebook, siti ribelli, qualche giornale, nessuna tv. E’ la storia di un’isola un tempo ricca.  Tra il 2000 e il 2008, l’Islanda vive un boom economico senza eguali nel mondo occidentale: la borsa in 6 anni cresce del 900% e il PIl oscilla tra il 5% e il 6% . Tutti stanno bene, il denaro gira, le imprese investono, i cittadini consumano.
Al centro di questo miracolo economico tre banche: Landbanki, Kapthing e Glitnir. Sono state privatizzate e offrono tassi altissimi, attirando soldi da tutto il mondo. Soprattutto da Olanda e Gran Bretagna. Queste tre banche, però, in silenzio stanno accumulando anche debiti per una serie di ardite speculazioni finanziarie. E quando arriva la crisi,  il sistema crolla.
Continua a leggere


Coriandoli dal futuro

Il ragazzo entra in banca un po’ confuso. L’ansia di un contocorrente che non si riempie mai, i titoli dei giornali, le paure dei suoi genitori.  E’ arrivato allo sportello perchè deve prelevare una piccola somma dal suo magro conto.
Sta per compilare il modulo quando l’ occhio gli cade su una busta di plastica sigillata, appoggiata sul computer del bancario davanti a lui.
La prende in mano.
E’ un mattoncino compatto. Una miriade di coriandoli, frammenti di carta, schegge, frantumi bluastri di biglietti da 20 euro. E’ sicuro che fossero euro. Li riconosce, anche se sono ridotti così: intravede il numero 2, lo spezzone di scritta in caratteri latini EU, quello in caratteri greci PΩ.
La Grecia, già.
Il mattoncino di euro frullati è avvolto in un domopack speciale, tempestato di timbri con su scritto “Banca d’Italia”.
Continua a leggere