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Tra assonanze e dissidenze

Non chiedetemi come facessero. Non lo so. So solo che li chiamavano con un nome impronunciabile e che la loro è una storia incredibile che mescola libertà di espressione, medicina, pirateria, politica e rock’n’roll.
Questa è la storia dei Roentgenizdat.
Negli anni ’50, il rock’n’roll esplode negli Stati Uniti e contagia l’Europa.
Un contagio che si ferma e va a sbattere contro la cortina di ferro.
In Unione Sovietica trovare i dischi è impossibile.
Mosca non permette il commercio di prodotti occidentali che possano corrompere i valori socialisti e il costo del vinile è proibitivo.
E così un gruppo di ragazzi ha l’idea che cambia la storia. Comincia a utilizzare radiografie in arrivo da cliniche ungheresi al posto del vinile e a ritagliarle come veri LP. Poi sulle immagini di teschi, costole, bacini vengono incisi i solchi e versata la musica di Little Richard, Elvis Presley, John Coltrane.
La qualità del suono è scadente e  il roentgenizdat (dalla fusione di roentgen, radiografia, e samizdat, autoproduzione) deperisce in tempi brevi. Continua a leggere

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Quei 30 febbraio

Sembra una data impossibile. Eppure è stata segnata sul calendario per undici volte.  Gli undici 30 febbraio che vennero imposti ai sovietici tra il 1929 e il 1940, dopo che Lenin decise di razionalizzare il calendario.
E’ il calendario rivoluzionario.
Dodici mesi da 30 giorni.
Settimane da 5 giorni.
Lavoratori divisi in 5 gruppi con un giorno non lavorativo a rotazione.
Sogni di superproduzione e odio contro la domenica festa religiosa.
Un esperimento abolito davanti all’impossibilità di scardinare tradizioni sedimentate da secoli.
La prova che tra le pretese più assurde dell’uomo, c’è quella di controllare il tempo e il suo scorrere.  Contarlo, imbrigliarlo, quasi arginarlo.
L’anno bisestile, come il 2012, è un po’ il frutto di questa pretesa.