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Intenzione di voto

Dunque, si comincia. Tecnicamente le prossime elezioni del 24 e 25 febbraio iniziano in queste ore. Gli italiani residenti all’estero, infatti, hanno appena ricevuto il plico elettorale e certificato elettoraleora hanno meno di tre settimane per compilarlo e spedirlo agli uffici consolari. Tocca a loro eleggere i 6 senatori e i 12 deputati della circoscrizione estero.
Apro il cassetto del mobile, ripesco il certificato. Vedo che mancano tanti timbri ma non so ancora se e quando ne farò aggiungere un altro.  Insieme al libretto, c’è un piccolo foglio, con annotata a penna una vecchia poesia di Trilussa del 1930.

Un giorno tutti quanti l’animali
Sottomessi ar lavoro
Decisero d’elegge’ un Presidente
Che je guardasse l’interessi loro.

C’era la Societa de li Majali,
La Societa der Toro,
Er Circolo der Basto e de la Soma,
La Lega indipendente

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Giorgia cara,

Cara Giorgia,
in questa foto sei venuta davvero bene. Dico sul serio, sembri quasi carina. Mi piace l’espressione che impugni sul viso, un impasto di soddisfazione, serenità, convinzione, sorriso.
A cosa stavi pensando, Giorgia, quando ti hanno scattato questa foto?
Eri ancora giovane o già ministro della Gioventù?
Hai stile in questo scatto, Giorgia, te lo devo dire.
Sei elegante.
L’orecchino che brilla in un angolo, quasi nascosto dalla massa dei capelli; la scollatura a v, audace ma non offensiva; gli occhi che brillano tra il celeste e il verde, un po’ socchiusi, ammiccanti, lontani anni luce dai bulbi a palla che ricordavo.
Mi sembri una ragazza che conobbi a uno stabilimento balneare, anni fa. Solare, sorridente, pulita. E anche tu, in quest’immagine sei fresca, sai d’estate, quasi quanto il tuo cognome.
Sembri una madonna, Giorgia, sono sincero. Lascia stare il sole che faceva capolino dietro al cartellone, lo so, è un segnale che comunque non bisogna sottovalutare. Ora mi voglio concentrare su di te e  sull’aura che emani, ispirata. Continua a leggere


Il signore di Argyll

Quella sera il signore di Argyll si addormentò tranquillamente. Anche se era stata un giornata dura, la più dura degli ultimi  anni. 
Quasi non ricordava più il giorno in cui aveva cominciato a governare quel pezzetto di terra scozzese.
Era il 1701, anno più, anno meno. Aveva iniziato subito alla grande. Come nel suo stile.
La prima ribellione della sua gente era stata repressa nel sangue.
Il suo agguerrito esercito, sguinzagliato per le strade di quella città portuale, aveva ridotto al silenzio le proteste.
Poi aveva innalzato tasse e tributi ma era stato abile a salvaguardare i privilegi dei nobili, incrostati da tempo immemorabile. Sapeva che ogni poveraccio era legato a doppio filo ad un aristocratico e che quindi non avrebbe fiatato. Continua a leggere


Il sopracciglio di Leonilde

Quando ero piccolo, il Presidente della Camera era sempre Nilde Iotti. Mi sembrava normale che fosse così: come le puntate di Happy Days in tv, gli adesivi del Camel Trophy, le corse in bmx d’estate e i biscotti al forno di mia madre d’inverno.
Cose che credi immutabili.
Ieri sera l’ho incontrata di nuovo Leonilde Iotti detta Nilde. Era lì e sorrideva, con il sopracciglio di stampo sovietico, un vestito a pois rigoroso, una sobria collana e lo chignon con cui raccoglieva i capelli grigi. Sorrideva a labbra strette dal vecchio poster elettorale, esposto in un banchetto che vendeva i numeri del “La Domenica del Corriere” e altre cianfrusaglie.
Quando ho lasciato gli stand a pochi passi dal Circo Massimo, Roma mi ha avvolto nel suo sabato sera sfrigolante: ingorgo automobilistico, frotte di turisti con il naso all’insù, chioschetti dove gustare bibite e panini sul finire di questa estate 2011.

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