Archivi categoria: Visioni/Miraggi/Racconti

I 37 passi

Arrivò sulla scogliera e pensò che ci sarebbe dovuto venire prima. La vista sulla Baia dove Affondano le Petroliere era davvero mozzafiato.
L’acqua del mare aveva uno straordinario colore bluastro, striato di arcobaleno benzina.
Una prua emergeva dalle onde a lato di uno scoglio mentre tre relitti arrugginiti se ne stavano spiaggiati sotto di lui.
Altri cargo aspettavano in rada di poter entrare e concludere la loro vita nella baia.
Ormai era permesso da un po’ di anni, da quando il governo aveva deciso di legalizzare e regolamentare l’affondamento delle petroliere e del loro carico.
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La maledizione di Lord Jim

Nessuno è mai protetto 
Dalla sua debolezza
Che se ne sta nascosta
Come una serpe dentro un rovo
Vilmente sconosciuta
Appena sospettata
Ma invece rivelata
Nel momento che sta a te

Credevi di esser forte,
Credevi di esser saldo
Ora sai chi sei, ora che sta a te
Lord Jim
Proprio ora che sta a te
Lord Jim
(…)
Per commettere un crimine
Ci vuole il suo coraggio
Ma per voltar la testa
Basta la debolezza
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Il signor N. e la signorina Giulia

Arrivò nel bel mezzo del pomeriggio e capì perchè quella grande città era così  ammirata nel mondo. Respiravi subito la storia, l’arte, la cultura in ogni suo angolo. Era maestosa, bella, intrigante. E per il signor N. sconosciuta. Aveva una settimana  a disposizione e pensava che con la sua misera lonely planet in tasca avrebbe concluso ben poco.
Così quando gli capitò tra le mani il volantino, non ci pensò due volte. Poteva permetterselo.
La mattina seguente si fece la barba e scese nella hall del grande albergo un po’ emozionato. Lei lo riconobbe subito. Si alzò dalla poltrona e gli andò incontro.
“Buongiorno signor N.  Mi chiamo Giulia e sarò la sua guida turistica personalizzata per questo suo soggiorno in città. Possiamo cominciare” Continua a leggere


Il giusto prezzo delle cose

1969.
C’era nell’aria come un odore di carta bruciata.
Vito infilò il vicolo a destra, scendendo verso il mare e guardò le sue scarpe sul selciato bagnato. Scirocco e arance in maturazione, pioggia appena caduta e tombini pieni di merda. Forse l’addizione di quegli odori dava quel tocco all’aria, come di carta bruciata. La mano in tasca controllò istintivamente che ci fosse il piccolo pacchetto rettangolare.
Superior, le migliori. Tagliò per via di Calascibetta e arrivò nella piazza.
Aveva appuntamento solo con se stesso ma era di fretta. Aprì la porta di legno della focacceria, si guardò attorno e ordinò: un piatto di panelle, un arancino e un bicchiere d’acqua. Doveva, voleva stare leggero. Quando il prete gli aveva dato i soldi per la cena, si era raccomandato. Né tanto, né poco. Mangia il giusto. Era una serata importante.

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Il signore di Argyll

Quella sera il signore di Argyll si addormentò tranquillamente. Anche se era stata un giornata dura, la più dura degli ultimi  anni. 
Quasi non ricordava più il giorno in cui aveva cominciato a governare quel pezzetto di terra scozzese.
Era il 1701, anno più, anno meno. Aveva iniziato subito alla grande. Come nel suo stile.
La prima ribellione della sua gente era stata repressa nel sangue.
Il suo agguerrito esercito, sguinzagliato per le strade di quella città portuale, aveva ridotto al silenzio le proteste.
Poi aveva innalzato tasse e tributi ma era stato abile a salvaguardare i privilegi dei nobili, incrostati da tempo immemorabile. Sapeva che ogni poveraccio era legato a doppio filo ad un aristocratico e che quindi non avrebbe fiatato. Continua a leggere


Il palazzo dove tutto cominciò

L’indirizzo con precisione non si conosce. Si sa solo che la tromba delle scale aveva la forma di un occhio e che ne  vide tante.
Si sa anche che nel palazzo c’erano sei appartamenti. E in ogni appartamento, per un motivo o per l’altro, qualcuno che scuoteva la testa.
Al primo piano abitava un’ex attrice. Fuori dalla sua finestra vedeva una collina sulla quale da 5 anni doveva sorgere un parco pubblico. Il comune aveva stanziato 8 milioni di euro, il cantiere era stato aperto ma i lavori non erano mai finiti. L’ex attrice scuoteva la testa per questo scempio. La casa del secondo piano, invece, era abitata da una giovane coppia. Lui aveva chiesto a lei di sposarlo. Continua a leggere


Coriandoli dal futuro

Il ragazzo entra in banca un po’ confuso. L’ansia di un contocorrente che non si riempie mai, i titoli dei giornali, le paure dei suoi genitori.  E’ arrivato allo sportello perchè deve prelevare una piccola somma dal suo magro conto.
Sta per compilare il modulo quando l’ occhio gli cade su una busta di plastica sigillata, appoggiata sul computer del bancario davanti a lui.
La prende in mano.
E’ un mattoncino compatto. Una miriade di coriandoli, frammenti di carta, schegge, frantumi bluastri di biglietti da 20 euro. E’ sicuro che fossero euro. Li riconosce, anche se sono ridotti così: intravede il numero 2, lo spezzone di scritta in caratteri latini EU, quello in caratteri greci PΩ.
La Grecia, già.
Il mattoncino di euro frullati è avvolto in un domopack speciale, tempestato di timbri con su scritto “Banca d’Italia”.
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