Archivi del mese: aprile 2014

2go or not 2go?

Rigiro la tessera celeste e bianca tra le dita, sopra c’è scritto “member” ed oggi è il giorno giusto per dimostrare di far parte del club più scorrazzante della città.
Lo chiamano “car sharing di flusso”.CAR2GO In pratica è un noleggio diffuso e ipertecnologico. Una flotta di smart sparpagliate per le strade, ne individui una libera grazie alla app sul cellulare, la prenoti e hai mezz’ora di tempo per raggiungerla.
La chiave è già incastonata vicino al cruscotto, grazie alla tessera celeste e bianca apri la portiera e da quel momento cominci a spendere 0,29cent al minuto. Ma non paghi l’assicurazione, la benzina, il bollo, le strisce blu, puoi entrare in centro. Puoi fare tutto ciò che vuoi.
Sembra caro ma non è caro. Sembra un sogno ma può diventare un incubo.
La mia smart è a 320 metri. La raggiungo e quando avvicino la tessera al parabrezza, lei mi riconosce.
“Buongiorno marco bariletti”, c’è scritto sul display.
Inserisco la chiave, muovo il cambio automatico e buttarmi nel traffico non mi è mai sembrato cosi entusiasmante.
Vado ad un appuntamento a pochi chilometri da casa. Zona Prati, zona di Papi, Santi e automobili in questi giorni.
Trovare parcheggio, anche con la Smart sembra un’impresa. Quando lo trovo capisco che la vera impresa è un’altra.
Riuscire ad estrarre la chiave.
Giro, schiaccio, forzo, piego. Niente da fare. Trovo un piccolo bottoncino sulla chiave, lo schiaccio. È il temutissimo “immobilizer”. Blocca tutto. Inserisco di nuovo il Pin, provo a estrarre la chiave e continuo a non riuscirci. Continua a leggere

Annunci

Gemelli diversi

Lei ha gli occhi che sorridono, nonostante tutto. Lui ha gli occhi spaventati, nonostante tutto.image
Li ho incontrati in un giorno luminoso di fine aprile e avrebbero voluto raccontarmi anche loro qualcosa di luminoso. L’attesa, la gravidanza, i due gemelli in arrivo, la voglia di diventare mamma e papà, i viaggi fatti da soli e quelli da fare coi piccoli, le giungle da esplorare e i deserti da attraversare.
Invece mi hanno dovuto parlare di provette, errori, avvocati, timori e terrori, la sofferenza dell’attesa.
Lui e lei sono la coppia vittima dello scambio di embrioni all’ospedale Pertini di Roma.
Aspettano gemelli diversi da tutti gli altri. Gemelli loro e di un’altra coppia, per uno stupido e gravissimo errore.
Perchè nella nostra epoca ipertecnologizzata, se fai le analisi delle feci e delle urine ti assegnano un codice a barre. Se fai la fecondazione assistita, scrivono il tuo cognome a penna e in corsivo.
Per colpa di questo sbaglio, lui e lei ora temono che qualcuno gli possa portare via i bambini. ed è una paura che non puoi provare a placare con rassicurazioni, consigli, abbracci.
L’intervista che lui e lei hanno scelto di concedere al Tg1 dura due minuti e dieci. È frutto di mezz’ora di registrazione e di due ore abbondanti di chiacchierata.
Io non conosco il futuro di lui e lei. Troppo complessi e sfaccettati gli aspetti etici, legali
e umani di una vicenda cosi tragica, beffarda, inaspettata e inaudita. Non è mai accaduto prima e nessuno sa come potrà andare a finire.
Io so solo che lui e lei saranno un ottimo papà ed un’ottima mamma. E che quei due gemelli diversi sono due bambini fortunati. Nonostante tutto.

GUARDA L’INTERVISTA