Piccoli indizi senza importanza

Sono quasi due giorni che non riesco a pensare ad altro. Precisamente da quando mi hanno chiamato e dato le coordinate di quella storia.foto (17) Centro città. Sottopassaggio. Incendio.
Due corpi carbonizzati.
Dentro al tunnel è tutto nero. L’odore è forte, troppo, viene da respirare con la bocca per non sentire.
Il fuoco è stato talmente  intenso qui dentro che i rivestimenti in pietra del soffitto si sono staccati e sono crollati.
In terra restano solo gli scheletri anneriti delle reti da materasso sul quale dormivano due persone.
Come nei film e come nei romanzi gialli, il Commissario indossa un impermeabile beige e dispensa certezze.
La Polizia non ha dubbi.
“Erano due somali, abbiamo trovato i documenti. Dormivano nel sottopassaggio e per scaldarsi hanno acceso un fuoco. Le fiamme si sono mangiate prima i cartoni, poi le coperte e infine i materassi sui quali dormivano. Tutta roba sintetica, ci vuole un attimo. Un incidente, un terribile incidente”.
Poi però succede qualcosa e il mistero prende forma.
Avvicino un operatore dei servizi sociali di Roma, uno che ogni giorno assiste decine di senza tetto.
“E’ strano quello che è successo” mi dice “lo sanno bene che non devono accendere fuochi, che è troppo pericoloso…..”
Nel sottopasso vicino a quello del rogo incontro due ragazzi che fanno la stessa vita di cartone e stracci delle due vittime. Quella sera hanno visto qualcosa di strano, hanno visto una persona che appiccava il fuoco e poi se ne andava. Sembrava uno straniero.
Chiedo al Magistrato e chiedo al Commissario. Ottengo Certezze.
“Mannò, quei due sono due sbandati, chissà cosa hanno visto, e comunque magari era una terza persona che dormiva con loro e che è riuscita a fuggire dal rogo”.
Già, una terza persona che dormiva lì. Anche se in terra sono rimasti solo due materassi carbonizzati.
Si scopre poi che i due documenti ritrovati appartengono a due somali, vivi, rinchiusi nel carcere di Regina Coeli alcuni giorni fa per una rapina. Misteri, dubbi e domande prendono sempre più consistenza, densi come il fumo che usciva dal tunnel la notte del rogo.
Chi ha messo lì quei documenti? Perché erano quasi intatti? Chi era quella persona vista dai testimoni allontanarsi dal sottopasso in fiamme? Di chi sono i corpi carbonizzati?
All’ombra della stazione Termini, in una giornata di pioggia che manco Maigret, riesco ad agganciare la comunità somala. Sono insieme a Lorenzo, amico,  ex stagista al Tg1, ora precario a Repubblica. Di tutti i cronisti che hanno raccontato l’incidente, siamo rimasti solo in due a provare a capirne di più.
Tra i somali c’è Ahmed, viene da Mogadiscio, vive qui ma non parla italiano. Dice di essere il fratello di una delle due vittime.
Un mediatore culturale della Croce Rossa ci aiuta a delineare i contorni del suo racconto. “Mio fratello Abdullah viveva di espedienti e so per certo che da alcuni giorni dormiva in un sottopasso tra Via Veneto e Porta Pia, ho visto i due corpi ma non rimane più nulla, è stato impossibile riconoscere Abdullah”.
Ahmed è però certo che sia fratello sia morto perché da sabato notte il suo cellulare  è spento.
Anzi.
Ahmed è convinto che suo fratello e il suo compagno di sottopasso siano stati uccisi per una vendetta, uno sgarro, un litigio e che poi l’assassino abbia incendiato tutto per lavare via col fuoco ogni traccia.
Questa è la voce che gira nella comunità africana di Roma, me lo conferma anche il mediatore culturale.
Nei prossimi giorni arriveranno i risultati delle autopsie e Ahmed si sottoporrà a un prelievo del DNA, solo così sarà certo che uno di quei due corpi carbonizzati appartenga al fratello.
Ma dopotutto sono solo piccoli indizi senza importanza.  E’ solo un mistero minimo. In un mondo di Certezze.

VIDEO: IL ROGO DEL SOTTOPASSO, I PRIMI DUBBI
VIDEO: IL RACCONTO DI AHMED E L’ALTRA PISTA

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Informazioni su Marco Bariletti


One response to “Piccoli indizi senza importanza

  • Emilio

    Egregio sig. Bariletti
    mi congratulo con Lei, bellissimo articolo, eccelenti anche i servizi, secondo un mio modestissimo parere da sottoposto dell’informazione Lei è un raffinato cronista che, in questa giungla masmediale dove tutto é uguale, ci racconta sempre gli avvenimenti in maniera semplice e originale.

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