La stanza del figlio

Alberto ha cambiato casa spesso in questi ultimi 17 mesi. Almeno tre volte, un trasloco dietro l’altro. Per fortuna la sua mamma non lo lascia mai, lo segue ovunque, lo sprona e lo coccola.foto (8)
Anche qui, nella sua nuova casa, la stanza 219.
Patrizia è una bella signora bionda, con gli occhi azzurri  pieni di lacrime, che ha solo voglia di raccontarsi, perché forse chissà, parlando, parlando, parlando troverà una spiegazione impossibile da trovare.
Accarezza Alberto e gli fa ruotare leggermente il viso.
“Vedi? Lo vedi cosa hanno fatto?”
Lo vedo.
Vicino al letto di Alberto c’è un monitor al plasma sempre acceso. In questo momento Antonella Clerici spadella e ride.
Appesi alla parete, come nella stanza di qualsiasi ragazzo, fotografie, sciarpe, la dedica di Alex Britti. E tante foto di Alberto.
Alberto che suona la chitarra. Alberto che abbraccia la sua ragazza. Alberto che sorride. Alberto in viaggio per l’Europa. Alberto che scherza con gli amici.
Alberto ora invece dorme e basta.
Un sonno impalpabile che nemmeno i medici riescono a scandagliare fino in fondo. Coma, stato di prima coscienza, stato vegetativo.
La signora Patrizia è felice nel vedere il suo Alberto che muove appena le palpebre.
“Vede? Sta un po’ meglio, ora appena arriva la protesi della calotta cranica faranno la nuova operazione e me lo potrò portare a casa, dopo 17 mesi di ospedale”.
Ora io che ho visto non riesco a descrivere.
Alberto Bonanni è stato ridotto così dopo un litigio per strada, nei vicoli del Rione Monti, a Roma. Tre ragazzi lo hanno colpito alle spalle con un casco da motociclista. E quando questo ragazzo di un metro e ottanta è caduto, lo hanno colpito di nuovo e ancora e più forte.
Sempre sulla testa, sempre con quel casco.
Alberto non tornerà ad essere mai più quello di prima. Uno dei suoi tre assassini, perché di assassinio si tratta, verrà giudicato a breve. Gli altri due sono stati già condannati a 9 anni col giudizio abbreviato.
“Nove anni di villeggiatura, capisce? Che poi diventeranno otto, sette, sei…..”
Davanti alla cattiveria, alla stupidità di un gesto , alla superficialità, all’odio, ma soprattutto davanti al sonno infinito di Alberto, capisci che la giustizia dei giudici e dei tribunali, quella fatta di sentenze e galere,  non riuscirà mai ad essere giusta con una mamma che può solo accarezzare quel che resta della testa di suo figlio.

Annunci

Informazioni su Marco Bariletti


5 responses to “La stanza del figlio

  • ero Lucy

    Un pugno nello stomaco. Grazie per non lasciar cadere nell’oblio questa storia orribile.

  • Antonio Bottigliero

    Sig.marco bailetti quando ho letto la ”stanza del figlio ” si stava svolgendo il processo del cosi detto pestaggio monti.Ho seguito tutte le udienze con molta attenzione e la scena del colpo con il casco in testa sempre piu’ forte sempre sulla testa e sempre piu’ forte ,per esere sincero non e’ stata descritta da nessun teste ( erano tutti amici di alberto bonanni),Il processo e’ terminato ci sono state delle condanne molto severe .le motivazioni sono state pubblicate il 21 giugno . Mi dispice ma nessuno ha mai colpito con il casco,il casco si e’ dissolto, chi e’ stato accusato di una condotta cosi atroce ,colpire con un casco ,non poteva essere assolto ,e allora ha colpito con un pugno che nessuno ha visto.

    Cordiali saluti
    B.A.

    • Marco Bariletti

      Gentile signor Bottigliero,
      Come avrá intuito dal tenore del racconto, dal titolo e dal taglio, ho semplicemente riportato quello che mi é stato raccontato con infinito dolore e partecipazione dalla mamma di Alberto, la signora Patrizia.
      Non sta a me ricostruire la veritá processuale.
      I tre indagati sono stati condannati per il pestaggio. La testa di Alberto, insomma, non si é conciata cosí da sola. Un casco, un pugno, un calcio, una spinta. Fa davvero differenza?

  • Tonino bottigliero

    Il 16 aprile si e’ concluso il processo d’appello per il pestaggio monti.

    Riqualificazione del capo d’imputazione in tentato omicidio con sevizie e crudeltà con condanne aumentate a 13 anni e nove mesi per Di Perna ebcondanna a 13 anni e 6 mesi a Bottigliero. Bene, giustizia e’ stata fatta! Adesso si e’ piu’ sereni con se stessi, il tribunale ha giudicato con severita’, l’appello del nostro ex sindaco Alemanno e’ stato accolto , pene esemplari agli aggressori, la campagna mediatica ha avuto successo, tutti i componenti del branco (che prima erano 7poi poi 6 ,infine 4) in

    galera.
    In questa triste storia che é comunque da condannare con fermezza non si puo non evidenziare la posizione di Bottigliero che da sempre si è considerato estraneo a quasiasi coinvolgimento all’ aggressione.
    Bottigliero e’ il ragazzo che l’accusa ha identificato come il ragazzo che ha colpito per ultimo con un casco da motociclista il capo di Alberto.
    Ho assistito al processo, non ho perso un’udienza, ho preso appunti ma non riesco ancora a capire come questo ragazzo sia in carcere con questa accusa. NESSUNO dei testi ascoltati in tribunale (tutti i testimoni oculari erano tutti amici di alberto) ha visto il colpo con il casco sferrato da Bottigliero. NESSUNO di questi testi ha riconosciuto in aula il ragazzo come uno degli aggressori, nonostante le insistenti domande del presidente . NESSUNO lo ha notato sul luogo dell’aggressione ,eccetto due persone che comunque non lo hanno visto partecipare all’aggressione e tantomeno colpire con il casco. Da sottolineare che tutti testimoni sono stati concordi nel confermare che gli aggressori materiali erano due e sono fuggiti immediatamente. Tutti i testimoni sono stati concordi nel descrivere i caratteri somatici e l’abbigliamento degli aggressori ma tutte queste evidenze non sono state considerate dal tribunale che comunque nel primo appello ha escluso il colpo con il casco. Volevo ricordare che non e’ stato permesso di analizzare il casco, che un video effettuato con il telefono e’ sparito cosi’ come la video ripresa su via Leonina, cosi come i verbali di sequestro dell’abbigliamento dei due aggressori. E sulla scena dell’aggressione erano presenti almeno 30/40 persone. ( vorrei essere smentito su queste considerazioni ) ma con tutte queste evidenze il tribunale ha giustamente condannato Bottigliero a 13 anni e sei mesi. Vorrei tanto che queste poche righe venissero lette da tutti quei ragazzi che hanno partecipato al processo . Bottigliero non aveva motivo di scappare e’ rimasto fino a che arrivasse l’ambulanza , era fermo li quando sono arrivati i vigili , perche’ non e’ stato subito indicato ai vigili? Bottigliero non ha colpito ne con il casco ne con i pugni e voi tutti lo sapete . Bottigliero e’ colpevole solo per il fatto che conosceva gli aggressori e non gli si puo’ imputare nient’altro .
    Questa non e’ giustizia sig.marco bariletti ,sono a sua disposizione tutti gli atti processuali, saluti bottigliero antonio

  • Tonino bottigliero

    La testa di alberto,insomma non si e’ conciata cosi da sola.Un casco,un pugno, un calcio , fa davvero la differennza??? Si fa la differenza ,perchee’ stato condannato a 13 anni e sei mesi non per aver colpito alberto ne con un pugno o colpo di casco ma solo per essere amico degli aggressori .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: