What a Wonderful World

A lui piaceva vederla così. WWW, l’acronimo che apriva tutti gli indirizzi internet,  stava per “What a Wonderful World” e ogni volta che digitava sulla tastiera quelle 3 doppie vù gli sembrava di sentire in sottofondo la voce roca di Louis Armstrong.
Ed era davvero un mondo meraviglioso quello che si apriva sotto i suoi occhi.
Un universo vastissimo, anche se lui ormai si rintanava sempre nel suo cantuccio preferito.
Passava le ore solo su Facebook, tanto tutto confluiva lì, tanto lì potevi esprimere al meglio le tue opinioni e le tue emozioni. Anzi lui non si esprimeva nemmeno più. Si limitava
a scegliere le opinioni degli altri, i suoi cosiddetti amici, le loro storie, i loro racconti, le loro denunce sul malfunzionamento del sistema.
I tasti, i tasti erano al centro del suo mondo. Tanti anni prima era solo il semplice “mi piace”. Sembrava preistoria.

Poi era arrivato il tasto “want”, lo voglio, quello che ti permetteva di acquistare i prodotti. Poi era stato un diluvio di bottoni, uno per ogni emozione possibile e immaginabile:
“mi commuovo”, “mi arrabbio”, “mi agita”, “mi fa riflettere”,”mi ferisce”,”mi fa sognare”, “mi fa soffrire”, “mi esalta”, “mi fa ridere”, “mi rattrista”, “mi inquieta”, “mi emoziona”.
Alla fine si erano inventati anche il primo bottone per i bambini “a me mi piace”.
Un giorno, dopo ore passate a pigiare tasti e bottoni per influenzare l’andamento delle pagine Fb e far sapere a tutti la sua opinione, si sentì quasi soffocare. Calcolò che ormai erano mesi che non usciva più di casa.
Mosse il cursore verso la X in alto a destra nello schermo e spense il computer.
Aveva voglia di abbracciare qualcuno, per davvero. Di sentire i vestiti ruvidi, l’odore di una guancia, il soffio di un respiro.
Scese per strada ma non trovò nessuno. Alzò lo sguardo e osservò la luce azzurrina che riempiva ogni finestra, in ogni palazzo.
Si incammino’ per la strada senza meta, ascoltando i suoi passi e il suo respiro. E si sentì felice.

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Informazioni su Marco Bariletti


One response to “What a Wonderful World

  • daniela moroni

    Caro Marco, leggo sempre con piacere i tuoi articoli che trovo essenziali ed efficaci. Ma questo l’ho apprezzato in modo particolare perchè, oltre a rivelare la tua sensibilità e capacità di cogliere il nocciolo delle cose, è perfettamente equilibrato anche nella struttura del testo e nella scelta lessicale: un perfetto racconto breve,degno di essere accolto in una antologia scolastica (deformazione professionale!). Lo proporrò nella mia (ex) scuola perchè lo vedo adattissimo a suscitare riflessioni adolescenziali (e non).
    Te lo ribadisco per esteso: mi piace, mi piace, mi piace!
    Daniela

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