Mister Rivolta

Lesse le ultime notizie sul suo ipad e decise che il momento era arrivato. Doveva far qualcosa. Più per sé che per il paese nel quale viveva.
Rilesse con attenzione quanto accaduto nelle ultime 24 ore:
nella grande e moderna regione del Nord, un assessore era stato arrestato per aver comprato voti dalla ‘Ndrangheta; nell’altra grande regione, quella della Capitale, il capogruppo di un partito che faceva dell’Onestà e della Legalità la sua bandiera era stato scoperto a intascarsi 700 mila euro pubblici; una grande città del Sud era stata commissariata perché governata dalla mafia.
Erano ormai mesi che andava avanti così, il paese si stava disfacendo sotto i suoi occhi. Sì, il momento era proprio arrivato.
Sarebbe stato lui la scintilla, l’innesco, il piccolo smottamento prima della valanga che tutto travolge. Avrebbe urlato “Che l’inse?” “La comincio?” come Balilla, tre secoli dopo.
Scese per strada e si infilò in un negozio di armi. Studiò i cinque modelli di fionda davanti ai suoi occhi, li impugnò ad uno ad uno e scelse quello che gli sembrava più maneggevole e leggero.
In un negozio per bambini comprò venti sacchetti di biglie colorate, quelle di vetro con l’ondina colorata in mezzo, quelle che usava in spiaggia tanti anni prima, quando era felice, sereno come il paese nel quale viveva.
Come in un flash vide il suo futuro immediato: la nube di gas, gli sfollagente,  le botte, il sudore, il sangue, una ragazza con due girasoli in mano che convince il primo uomo in divisa nera, il carabiniere che la abbraccia e le dice “siamo dalla stessa parte”, la calca che si fa folla, la folla che si fa massa, la massa che sale verso il Palazzo.
Mise tutto nello zainetto e uscì dal negozio di giocattoli.
C’erano mamme a spasso coi passeggini.
I tavolini del bar all’angolo erano pieni di ragazzi davanti ai loro aperitivi.
Due ragazze si fermarono con gli occhi incollati alla vetrina di un negozio di scarpe, entrarono. Vide prima i loro piedi vestirsi di rosso, giallo, viola. Poi le loro mani strisciare una carta di credito e le loro dita comporre un codice.
“Ci hanno comprato”, pensò.
Tornò a casa, mise la fionda e le biglie nel cassetto più in basso dell’armadio e si ributtò sul divano. Prese l’ipad e ricominciò a leggere le notizie.

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One response to “Mister Rivolta

  • malosmannaja

    bravo! adesso, come minimo, scaricherà l’applicazione “tumulto di piazza” col suo ipad (app. che a sua volta autoistalla e carica “carica della polizia”) e affosserà il sistema (operativo).
    : )))

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