Comunione, mazzate e liberazione

In montagna, quando piove c’è ben poco da fare. Nel vero senso della parola. E con tre bambini piccoli può essere davvero un problema serio.
A San Martino di Castrozza, però, c’hanno il palasport.
Ed ecco allora che la grande struttura si anima, Centinaia di persone e centinaia di bambini di tutte le età.
BImbi che saltano sui tappetoni, adolescenti che che si rincorrono, ragazzini che giocano a mini golf, adulti che si arrampicano sulle pareti con corde e moschettoni. Decine di uomini e  donne si sono addirittura organizzati con megafono e tabellone e stanno facendo un torneo di ruba-bandiera e tiro alla fune.
Mi sembra un paradiso, mentre fuori infuria la tempesta.
Finché non scopro che quelle centinaia di persone non sono lì per caso.
Sono il gruppo di Comunione e Liberazione di Buccinasco e Cesano Boscone, laddove finisce Milano e comincia il milanese.
Hanno minimo tre figli a coppia e quando piove, fanno così: affittano il Palasport per stare assieme.
Io e il mio non c’entriamo nulla ma già che ci siamo…
Mentre il bimbo gioca, mi rilasso e distraggo un attimo. Dopotutto, ci può essere sulla faccia del pianeta un luogo più sicuro di un palasport pieno di persone pie e devote, aderenti a Comunione  e Liberazione?
E invece e’ un attimo.
Sento un urlo, mio figlio è in ginocchio. Le lacrime agli occhi e una mano a stringere la bocca, perde sangue dalle labbra.
Su di lui si staglia un 5enne. Indossa una maglia dell’Inter con su scritto J.Zanetti e impugna una mazza da golf. Si chiama Matteo.
Ora, io non intervengo mai nelle dispute tra bambini, ma se uno dei duellanti è indifeso e l’altro gli rifila una mazza da golf sui denti, si rifà a un evangelista, e aderisce a un movimento ecclesiale cattolico, beh, anche se ha 5 anni, comincio a preoccuparmi.
Consolo il mio mentre rintraccio la madre del sanguinario evangelista golfista interista comunista liberato. Per non dire altro.
Si chiama Vera e mi accoglie a braccia aperte. Mi ascolta, mi chiede un attimo per redarguire il suo, poi si ripresenta col golfista violento ormai redento e ci chiedono scusa.
I due bimbi si studiano e infine, come solo i bambini sanno fare, cominciano a giocare assieme per un’ora.
Vera mi guarda e mi dice: “Grazie per essermi venuta a cercare. Così facendo, mi hai dato la possibilità di correggere mio figlio!”.
Amen.

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