L’euro al ritmo del rebetiko

Prima che tutto finisca, è giusto che tutti sappiate.  Ogni banconota di euro  nasconde un segreto, un gioco, una magia. Osservatele bene, se ancora ne avete nel portafogli.
Provate a immaginare i  grafici che poco più di dieci anni fa la disegnarono, questa male/benedetta moneta unica.
Sono tutti attorno a un tavolo, bianco e lucidissimo. Qualcuno fuma, un altro mastica una gomma, una giochicchia con una penna.
Brainstorming e pastelli.
Il primo comincia  e dice:  “la mappa dell’Europa non possiamo non mettercela…”
Tutti annuiscono.
Il capo grafico aggiunge: “Non possiamo spaventare gli investitori, non dobbiamo trasmettere emozioni forti, uno li deve usare senza quasi accorgersene. E quindi come colori, per i tagli più piccoli, opterei per un grigiolino-verde spento, un rosè, un bluetto e un giallino arancio. Per quelli da 100, 200 e 500 ci pensiamo dopo, tanto ne stamperanno pochi”.
Tutti annuiscono di nuovo.
Un altro grafico propone: “Ma se disegnassimo ponti e finestre come segnale di unione e apertura?”.
Ancora cenni di assenso univoci.
E’ una riunione al limite del noioso, quella in cui viene disegnato l’Euro. Un grafico sbadiglia, una ragazza si stropiccia gli occhi, tutto scorre in modo molto prevedibile.
Poi il più giovane attorno al tavolo, un matematico, ha un guizzo e spiega a tutti la sua idea. Il numero della banconota, dice, sarà un’enigma da risolvere.
Sembrerà un numero di serie ma non lo sarà, perché non è un numero progressivo. E’ un vero gioco matematico.

La lettera iniziale del codice corrisponde al paese che ha stampato quella banconota. L’Italia, per esempio, è contrassegnata dalla lettera “S”. La Francia dalla “U”, la Germania dalla “X”,alla Spagna è toccata la “”V”, alla Grecia la “Y” e così via.
La lettera è seguita poi da undici cifre. Sommandole, si ottiene un numero a due cifre. Con un’ultima addizione si ottiene un solo numero. E’ il codice di controllo. Per l’Italia è 7.
Tutte le banconote stampate qui si portano dentro questo numero nascosto.
Facciamo una prova, guardate la foto a corredo di questo post.
La banconota da 50 ha un codice.
“S” vuol dire Italia. E poi 3+9+7+3+9+9+0+0+1+5, totale 52. E 5+2 fa 7. Vale a dire il codice assegnato all’Italia.
Riprovateci con le vostre banconote. Dopo una “S” ci sarà sempre 7. E dopo la “U” della Francia, troverete un 5; dopo la “X” della Germania, un 2; dopo la “V” della Spagna, un 4; dopo la “Y” della Grecia, l’1.
La Grecia, già. La Grecia, chissà.
In questi giorni Vinicio Capossela ha dato alle stampe un nuovo album: Rebetiko Gymnastas. E’ un disco di musica greca. Vecchi brani riarrangiati con un pugno di musicisti ellenici, cover russe e ballate del Pireo. Una sorta di tango mediterraneo che ti trascina su una terrazza a mangiare involtini in foglie di vite, sorseggiare ouzo o vino bianco e respirare mare.
E riarrangiata al ritmo del rebetiko, questa strofa ha tutto un altro sapore:
“solo chi cade offre la vista edificante/
di rialzare il capo dal fondale sottostante”.
Un sapore che ha a che fare anche con quel codice nascosto dentro i soldi che vi portate in tasca. 

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