Archivi del mese: maggio 2012

Giorgio Caproni Blues Explosion

Torno nella mia città dopo 10 mesi di assenza. E’ la prima volta che mi capita una lontananza così prolungata e forzata.
Lo zaino è stato preparato con cura e le cuffiette bianche sputano fuori Acme e Orange di Jon Spencer Blues Explosion.
Sarà questa la colonna sonora dei miei tre giorni qui.
Al mio ritorno, a Roma, c’è un concerto che aspetta.
E allora via, via per vicoli, caruggi, piazze e creuze, a respirare profondamente, con la musica nelle orecchie.
Ad un tratto mi viene in mente un altro blues.
Un blues del 1956, ritmato e martellante.
Si intitola Litania e l’ha composto Giorgio Caproni.
E’ una ripida e lunghissima, quasi infinita, scala di parole: aggettivi, sensazioni, odori, immagini.
Chi riuscirà a percorrerla tutta, alla fine, vorrà passarmi a trovare, nella mia città.

Genova mia città intera. 
Geranio. Polveriera. 
Genova di ferro e aria, 
mia lavagna, arenaria.

Genova città pulita. 
Brezza e luce in salita. 
Genova verticale, 
vertigine, aria scale.

Genova nera e bianca. 
Cacumine. Distanza. 
Genova dove non vivo, 
mio nome, sostantivo.

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Mauro Fortini: presente!

Quando arriva una telecamera, lui c’è.
Penna in bocca, taccuino in mano, fronte corrugata e sguardo teatralmente attento. Lui si chiama Mauro Fortini e ha 51 anni.
Molti pensano, vedendolo imperversare su tutti gli schermi televisivi, che sia un cronista.
Anche perché scrive, prende appunti, registra dichiarazioni di politici e uomini delle forze dell’ordine.
Ultimamente ha cominciato anche a fare domande.
Ma non è così.
Mauro Fortini è un presenzialista. Così si definisce.
Ci ho chiacchierato a lungo nei due giorni di attesa e appostamenti davanti al Policlinico Gemelli per il ricovero di Giulio Andreotti.
E quella che segue è la sua storia. Un fiume in piena, in presa diretta.
“Ahò, sai quante comparsate c’ho? 38.000. T-R-E-N-T-O-T-T-O-M-I-L-A! E’ dal ’98 che faccio ‘sto lavoro, ho cominciato col crollo di Vigna Jacobini (27 morti n.d.r)ho cominciato co’ Paolini”
“Ah, beh!”
“Eh, ce so stato 5 anni co’ llui, lo aiutavo ma poi me so messo in propio (sic). Tipo alcune tecniche je l’ho ‘nzegnate io, tipo quelle dei cartelli, era ‘na mia idea. Ma poi lavorà co’ llui è troppo difficile…”
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