La pistola di Sergio

Ha detto che ha ammazzato due magistrati e gli ha fatto chinare il capo.
Ha detto che è stato 22 anni in galera.
Ha detto che oggi è uscito e lavora per il gruppo Abele.
Cosa doveva dire di più?
Ha spiegato che oggi c’è la crisi e negli anni 70 pure, c’era la crisi e raccontato che in una relazione del Viminale si indicava in Prima Linea un’avanguardia della stagione che viviamo oggi.
Che cosa doveva spiegare di più?
Sergio Segio ha premesso di aver letto la rivendicazione della FAI/FRI, ha detto “noi eravamo figli del ‘900, il mondo è cambiato”, ha fatto capire che dietro quel documento ci sono dei ragazzi e non dei vetero teorici, ha elogiato la figlia di Guido Rossa, ha spiegato che secondo lui è pericoloso militalizzare il territorio, ha fatto notare che Genova non è una città scelta a caso, sia per quello che ha rappresentato per gli anni 70 sia per quello che rappresenta per le nuove generazioni.
Il G8 come Piazza Fontana, la perdita dell’innocenza per molti giovani. Ascoltare Sergio Segio è stato utile.
Capire perché Lucia Annunziata lo ha invitato in trasmissione è facile.
Se non lo si vuol capire, si è in malafede.

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