L’altro Titanic

Tutto è pronto. Tra pochi giorni, il 14 aprile, si scateneranno celebrazioni e ricordi: 100 anni dall’affondamento del Titanic.
E tutti a raccontare la storia del gigante di ferro sconfitto dal gigante di ghiaccio, del mistero e dell’impossibilità di ritrovare il relitto fino al 1985, del film di Cameron, del nuovo museo di Belfast eccetera eccetera.
Ma c’è un’altra storia che merita di essere raccontata.
Il Titanic è affondato nel suo viaggio inaugurale. Eppure l’iconografia della nave è pressoché sterminata. Per un motivo molto semplice: i quattro fumaioli, la prua così dritta e decisa nel tagliare le onde, la forma slanciata che hanno affascinato e plasmato l’immaginario collettivo sulla nave più famosa del mondo non sono quelli della nave più famosa del mondo.
Perché esisteva un altro Titanic, la RMS Olympic.
Era la nave gemella, in tutto e per tutto identica: lunghezza, larghezza, altezza, stazza.
La Olympic è la sorella fortunata, quella che ce l’ha fatta a navigare bruciando tempi e record, trasportando centinaia di migliaia di passeggeri da una parte all’altra dell’Atlantico senza mai affondare.
Sorella fortunata ma meno affascinante di quella maledetta.
Eppure anche la storia della Olympic è costellata di peripezie, avventure, tragedie.  Speronata da un vecchio incrociatore davanti all’isola di Wight, requisita dalla Marina Britannica e adibita a nave per il trasporto truppe, bombardata da un aereo bulgaro, silurata da quattro sottomarini.
Si narra addirittura che sia stata l’unica nave civile a riuscire ad affondarne uno.
Nel 1920, tornò nei cantieri navali per essere riconvertita al trasporto civile e scoprirono nel suo scafo due crepe, causate probabilmente da due missili inesplosi.  Riprese comunque  servizio tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti e nel maggio del 1934 speronò e affondò un’altra nave, la Nantucket.
Insomma una vita avventurosissima, degna di una leggenda.
Infine nel 1935, la Olympic venne venduta e demolita. Ma prima la spolparono per bene.
I suoi interni, gli arredi, le scale, i lampadari, i suoi lussi valevano tanto. Ma solo perchè erano identici a quelli della nave più famosa del mondo.

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