E’ la condomocrazia, baby

Vivo in affitto e non possiedo un appartamento. Non è una situazione immobiliare da far invidia ma almeno mi sono risparmiato shock e stress di un’assemblea di condominio. Come invece questo mio amico, da cui ricevo e  pubblico.

Il condominio è uno dei tanti, a Milano. Case di ringhiera, fascino di inizio secolo. Sono riuscito a comprarmi un appartamento e per la prima volta ricevo la convocazione per l’Assemblea di Condominio.
L’assemblea viene convocata con busta in cassetta. Non per e-mail. Siamo un condominio, mica la NASA.
Chi non partecipa, non partecipa.
O è assente perchè se ne fotte. E quindi non fa quorum, non fa numero, va al mare, come ai referendum.
Oppure delega. La delega è la cessione (legale) del proprio diritto di voto in assemblea. Scopro così che le deleghe possono essere raccolte da un altro condomino. Un condomino che diventa il Ras, uno che sostanzialmente fa quel che gli pare perché vota per una ventina di persone.
Questa è la condominiocrazia, baby. Ma torniamo a me. Mi ritrovo in mezzo alla mia prima assemblea per discutere di opere di miglioria.
Miglioria, strana parola.

In due ore viene pronunciata una trentina di volte. Miglioria significa interventi non necessari ma, insomma, in un condomino civile quasi lo diventano: rifare la ringhiera, i lampadari, l’intonaco, il portone.
Io ho diritto di parola come tutti, in assemblea. Ma il mio è un diritto monco. Intanto sono nuovo. E poi le migliorie erano uno sviluppo di migliorie già approvate prima che avessi un appartamento. E quindi il messaggio per me è sostanzialmente: vieni e paga.

Ed è per questo che sono qui e incontro:

– i condomini (che in assemblea non sono vicini, lo ridiventano dopo)
– l’amministratore (nel mio caso: amministratrice, una Signora che conta millesimi, incassa approvazioni, e sparisce nella notte)
– il ras (un Condomino con la maiuscola, adorato dai più e osteggiato segretamente da una piccola fronda, come tutti i dittatori).

Abbiamo:
– ascoltato una relazione tecnica sulle migliorie, assolutamente incomprensibile ai non addetti ai lavori (cosa sapete dell’ammaloramento dell’intonaco?) a cui tutti i condomini hanno annuito vigorosamente come fossimo ad un consesso di ingegneri;
– assistito alla vigorosa opposizione alle migliorie da parte di un condomino/pensionato che, superficiale che non è altro, ha fatto notare che le migliorie costano soldi;
– assistito all’altrettanto vigorosa risposta di una pensionata (in pelliccia, al chiuso) che ha detto di essere pensionata pure lei ma non per questo avrebbe rinunciato a vivere in un condominio di serie A, nossignore;
-votato e approvato le migliorie.
-discusso brevemente su cosa cazzo fosse, nella pratica, un faretto e in cosa fosse diverso da una semplice luce.

Tra le mille votazione, una volta mi sono astenuto, guadagnandomi il disprezzo di un quarantenne sovrappeso che mi ha detto: astenersi non ha senso.

Sono tornato a casa e mi sono appuntato queste semplici regole:

1. mai partecipare nuovamente ad un’assemblea a meno che l’ordine del giorno cui opporsi sia la propria eliminazione fisica;
2. mai, MAI, pensare di candidarsi a Presidente in occasione dell’assemblea: mi è bastato lo sguardo di quello del terzo piano che ricopre la carica dal ’57.
Quando hanno chiesto chi volesse farlo e una ragazza del secondo ha detto: “io”, l’ha guardata come Stallone e/o Van Damme sul finire del film, quando hanno finalmente davanti il cattivo, già salvato la terra e la figlia rapita, e gli dicono: Dai, prova a scappare, rendi tutto più divertente;
3. Non essere servile col Ras ma neppure farlo incazzare. Nel condominio, assemblea a parte, uno ci deve vivere;
4. Il tempo non esiste. Un tizio del quarto ha detto a una tizia del secondo: 22 anni fa hai votato contro l’ascensore e ora che si parla di migliorarlo per favore ti astieni;
5. Nel caso di futura partecipazione (vedi regola 1) chiedere l’utilizzo di metal detector all’entrata: secondo me almeno due persone erano armate.

Il bilancio della mia assemblea:

  • Quella del secondo che si è candidata Presidente mi odia: prima di entrare mi aveva spiegato come votare su un punto e io, idiota, ho votato diverso. All’uscita non mi ha salutato;
  • Un faretto è incassato nel controsoffitto. Una luce, no;
  • Per mettere i faretti (circa 700 euro) bisogna prima avere i controsoffitti (circa 6.000);
  • Ho duemila euro circa di meno. Che in tempi di crisi (ma anche no) sono comunque un sacco di dischi.Shane Lee Hooker 
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Informazioni su Marco Bariletti


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