La garage band

Ci sono quelli che vivono sotto. Sotto le nostre case, i nostri negozi, le nostre strade. Sotto i nostri piedi e le nostre vite.
E passano la loro, di vita, così: non vedono mai la luce del sole e  si nutrono di neon. Non respirano ossigeno e sniffano benzene, piombo e monossido di carbonio. E quando hanno un attimo ci caricano sopra tabacco e nicotina. Passeggiano tra macchie d’olio, segatura e gocce di gasolio. Ma passeggiano ben poco.
Hanno 250 automobili da custodire e trascorrono la giornata a spostarle da un parcheggio all’altro. Le incastrano alla perfezione, lo sterzo toccato con la delicatezza di un orafo,
specchietto che sfiora specchietto, la portiera a due centimetri dalle fondamenta del palazzo che li sovrasta.
Senza sosta. Sembra un gioco di parole per un gruppo di parcheggiatori. Ma è la vita di quelli che vivono di sotto. 

 

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