Glocal che?!?

A vederli così, pensi che non ce la faranno mai.
Sono, nell’ordine: sei pensionate, un’ attrice, un fisioterapeuta, un grafico, due giornalisti,  un’assistente ai programmi, una restauratrice, un avvocato, una discografica, un bambino di due anni e mezzo, una bimba di 11 mesi e altre venti persone.  Numero totale partecipanti: 37. 
Persino il circolo anziani bocciofila non gli ha dato il permesso di utilizzare i locali per questa riunione. E così si radunano all’aperto, nel freddo di una sera di novembre.
Parlano della collina alle loro spalle. Monte Ciocci, una zona incontaminata di Roma. Dalla sua cima vedi il Vaticano come non l’hai mai visto e da quasi dieci anni dovrebbe diventare un parco urbano: aree verdi, belvedere, piste ciclabili. I lavori sono cominciati e mai finiti. E così il cantiere s’è riempito di discariche abusive e baraccopoli.
Il Comitato Monte Ciocci lotta per il suo parco in questa riunione spontanea, disordinata, anarchica, dove vengono lanciate mille proposte e posti mille dubbi.
Sembra un’assemblea di condominio. E a furia di osservarli e non comprendere quello che si dicono, capisci che ce la faranno. Perchè ci credono.
Se la guardi con gli occhi del sociologo Zygmunt Bauman, è uno sgangherato fenomeno glocal: pensano globalmente e agiscono localmente. 
Da oggi sarai con loro. Per avere un parco in più e una zona degradata in meno.

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