Dal molo al mu.ma.

Un giorno di aprile su un molo di Lampedusa mi sono commosso. Microfono a penzoloni e occhi lucidi davanti alle centinaia di persone che sbarcavano con la pelle nera, i piedi nudi, i vestiti zuppi e gli sguardi persi.
Mamme che cercavano i propri figli. Bimbi che cercavano i propri papà. Padri che cercavano gli spezzoni della propria famiglia.
Era uno dei primi sbarchi dalla Libia, un carico di uomini, donne  e piccoli dall’Africa Subsahariana.
Quel giorno, come tutti gli altri giorni da inviato sull’isola, registrai immagini, sequenze, voci, suoni, emozioni, paure. Ma in un servizio televisivo da un minuto e mezzo, c’è spazio appena per 25-30 inquadrature. Nulla, rispetto a  tutto quello che viene filmato.
Da qui, un’idea che oggi si è trasformata in realtà.
Il Galata-Museo del Mare di Genova ha inaugurato un padiglione sulle migrazioni. Una sala è dedicata proprio a Lampedusa, con uno dei famosi e colorati barconi e gli oggetti dei migranti. Sui monitor al plasma, scorrono le immagini grezze realizzate nei cinque mesi trascorsi sull’isola.
Tutti gli sbarchi, i volti, i naufragi, i sorrisi, i salvataggi in mare, le mani tese, le lacrime, le speranze, le paure, non sono andati perduti.
Un modo semplice per conservare la memoria.

Annunci

Informazioni su Marco Bariletti


One response to “Dal molo al mu.ma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: