Sincronici(t)tà

La signora Mirella è morta così come aveva vissuto negli ultimi anni. Sola.
Ormai trascinava i suoi anni in un appartamento acquistato tanto tempo fa.

Le figlie non le telefonavano quasi nemmeno più. Troppi litigi, troppi scontri, poco amore. Eppure la signora Mirella aveva bisogno di cure. Insulina, per mettere il silenziatore al diabete.
E così un gruppo di vicini di casa si mise a fare volontariato sul pianerottolo. Chi le teneva compagnia, chi le faceva la spesa, chi le praticava le iniezioni.
Andò avanti così per una manciata di settimane, le più sorprendenti nell’ultima parte della vita di Mirella.
Un giorno, però, avvenne ciò che era previsto da tempo.
I vicini di casa di Mirella, tra i più attivi nell’assisterla, cambiarono casa. 
E  Mirella se ne andò.
“Non è un caso” mi dice un amico “Non esiste il caso, esiste la sincronicità”.
Poi mi spiega  la teoria di Carl Jung.
La causalità mette in relazione due eventi che accadono nello stesso luogo in tempi diversi.
La sincronicità mette in relazione due eventi che accadono nello stesso tempo in luoghi diversi.
Roma è una sincronici(t)tà.

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