Il giorno giusto

La data l’ho scelta con cura e quando citofonano capisco che è tutto finito.
Sono organizzati in modo militare: scaricano il camion, caricano l’ascensore, avanzano sul pianerottolo, trasportano gli imballaggi, occupano la casa, smontano, incartano, inscatolano. Palmo a palmo. Passo a passo. Metro a metro.

Iltrasloco è la loro guerra.Le loro armi sono forbici, scotch isolante, cartoni.

Non hanno fretta, sono tranquillissimi.

Ho la certezza che questa battaglia la vinceranno loro e mi rinchiudo nella mia stanza.

L’ultima in fondo al corridoio, quella che dà sul terrazzo. Proverò a resistere qui dentro, ancora per un po’.

E’ il mio bunker prima della capitolazione.

Fuori dalla finestra, anche i nanetti superstiti aspettano la loro ora e mi guardano con occhi più sbarrati del solito.

Capisco che non c’è più nulla da fare quando fuori dalla camera l’assedio è completato.

Sono stati fulminei, non mi hanno lasciato scampo.

Là dove c’era il corridoio, con le mensole allineate, la piccola libreria, l’attaccapanni e i quadri ora è solo un ammasso geometrico di scatoloni impilati.

All’improvviso, tra le loro fila si diffonde la notizia della cattura/morte di Gheddafi.

Il caposquadra si avvicina alla grande libreria del salone e ficca la mano tra gli ultimi libri impilati. Pesca fuori il Libretto Verde del Colonnello e si raccoglie un attimo a pensare.

E quando ricominciano a impacchettare sembrano più determinati.

E’ allora che decido di lasciargli il campo libero.

Abbandono il bagno nel quale mi ero asserragliato, apro la porta di casa senza far rumore e mi precipito giù dalle scale a tutta velocità.

Aria, aria, aria, aria, aria, aria.

Finalmente respiro, passeggio per il quartiere tra villlette di inizio ‘900, pini marittimi e auto parcheggiate male.
Ma sono zingaro, profugo, fuggiasco.

Ancora poche ore e questa non sarà più la mia terra.

Lo deve raccontare la mia faccia perchè mi fermano la barista egiziana, il proprietario della panetteria, il ragazzo delle pratiche auto, la signora chiamata Alba perchè si sveglia alle 4 del mattino, la coppia di fruttivendoli, la ragazza della libreria per bambini.
Mi bloccano tutti per strada perchè hanno visto il camion e capito.

Vogliono sapere, chiedono e aggiungono sempre la solita frase: “Ma tanto la vedremo in televisione”.

Infatti il problema è solo mio, mio che non rivedrò più tutti loro.

E quando abbasso lo sguardo mi accorgo che Roma è stata frustata da una violenta alluvione.
Pozzanghere e allagamenti ovunque.

Eh si. Ho scelto proprio il giorno giusto.
Il giorno giusto per non piangere da solo.

Annunci

Informazioni su Marco Bariletti


One response to “Il giorno giusto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: