Quel relitto in mezzo al golfo

Il “Giovanni Padre” è ancora lì, a 400 metri di profondità, in un mare blu tra Ischia e Procida. Incastrati dentro al peschereccio, due marinai che nessuno potrà mai recuperare. Sono finiti in quella bara di legno e acqua perchè li ha speronati una grande nave cargo. E perchè ai comandi del mercantile c’era un timoniere strafatto di cocaina. Quando l’hanno arrestato ha detto: “mi dovevo fare di cocaina perchè i turni a bordo sono troppo faticosi”.
E’ successo a metà agosto ed è stato lo spunto per questa inchiesta sulla sicurezza navale nel Golfo di Napoli. Dopo Shanghai, il mare più trafficato del mondo.

Il servizio del Tg1

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