Vedi Napoli e poi speri

Scendi dal frecciarossa alla stazione centrale di Napoli e pensi di aver sbagliato treno. Il marciapiedi del binario è lucido, quasi splendente, perfino troppo pulito. Si potrebbe mangiare per terra.
I lavori di restauro sono finiti e ora il grande scalo ferroviario è un ordinato centro commericale.
Libreria, caffè, edicola, bancomat, ristoranti. Esci dalla stazione e i lavori per la metropolitana sono quasi completati. Il cantiere s’è rimpicciolito.
Giri per le strade dell’antica capitale del sud: nemmeno un sacchetto della spazzatura, qua e là bidoni della raccolta differenziata.
Mai viste tante pattuglie della polizia municipale. Il traffico è ordinato. Nemmeno un motorino con 3 o 4 persone a bordo senza casco.
Pensi che la rivoluzione forse è davvero cominciata. Ed è morbida, gentile, giusta, leggera, aspettata e finalmente arrivata.
Poi il cameraman ti ricorda che è semplicemente il 22 agosto. “I napoletani sono in vacanza, per questo la città sembra quasi normale”. Ma se vedi Napoli così, speri.

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