Archivi del mese: agosto 2011

Quel relitto in mezzo al golfo

Il “Giovanni Padre” è ancora lì, a 400 metri di profondità, in un mare blu tra Ischia e Procida. Incastrati dentro al peschereccio, due marinai che nessuno potrà mai recuperare. Sono finiti in quella bara di legno e acqua perchè li ha speronati una grande nave cargo. E perchè ai comandi del mercantile c’era un timoniere strafatto di cocaina. Quando l’hanno arrestato ha detto: “mi dovevo fare di cocaina perchè i turni a bordo sono troppo faticosi”.
E’ successo a metà agosto ed è stato lo spunto per questa inchiesta sulla sicurezza navale nel Golfo di Napoli. Dopo Shanghai, il mare più trafficato del mondo.

Il servizio del Tg1

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Il gusto per la simmetria

Il foglietto a quadretti è pieno di scritte. E’ una lista di cose da fare. Le cose che devo fare, le informazioni che mi devo procurare, le decisioni che devo prendere. Ogni giorno sistemo una faccenda e depenno una riga dal foglietto a quadretti.
Preventivi per il trasloco
Frigo
Lavastoviglie
Lavatrice
Cucina
Divano
Camera bimbi
Volture
Cambio banca
Informarsi su strisce blu.
Mi sta per piombare addosso un periodo complicato ma quel foglietto mi dà forza. Incontro un vecchio amico e gli dico:
“Sarà complicato ma mi sembra di essere organizzato, ho già fatto un sacco di cose. Tempi, costi e fatiche si incastrano alla perfezione, sono soddisfatto”. Lui mi dice: “E’ il gusto della simmetria. E’ per questo che la gente gode quando gioca a Tetris”.


Vedi Napoli e poi speri

Scendi dal frecciarossa alla stazione centrale di Napoli e pensi di aver sbagliato treno. Il marciapiedi del binario è lucido, quasi splendente, perfino troppo pulito. Si potrebbe mangiare per terra.
I lavori di restauro sono finiti e ora il grande scalo ferroviario è un ordinato centro commericale.
Libreria, caffè, edicola, bancomat, ristoranti. Esci dalla stazione e i lavori per la metropolitana sono quasi completati. Il cantiere s’è rimpicciolito.
Giri per le strade dell’antica capitale del sud: nemmeno un sacchetto della spazzatura, qua e là bidoni della raccolta differenziata.
Continua a leggere


Com’è triste la prudenza!

Com’è triste la prudenza! C’è scritto sullo striscione. La prudenza di tanti.
Chi vede un sopruso per strada e non interviene.
Chi inizia una nuova storia d’amore senza lanciarsi.
Chi riceve un’offesa e china il capo.
Chi non chiede lo scontrino fiscale.
Chi proclama e poi scende a compromessi.
Chi alza le spalle e dice “tanto è così che va”.
Chi accetta uno sconto in cambio di soldi in nero.
Chi ha un’idea ma la giudica irrealizzabile.  Chi si lamenta e non lotta. Chi ha paura e non denuncia. Chi dimentica un sogno fatto la notte. Chi scorda una promessa.
Com’è triste la prudenza!
E’ la frase che hanno spruzzato con lo spray su uno striscione del Teatro Valle Occupato. Continua a leggere


Buon compleanno, Pierre.

Beaumont-de-Lomagne è un paesino di quattromila abitati.
Pirenei francesi nei pressi di Tolosa. A Beaumont-de-Lomagne non succede mai nulla.

L’unica cosa che è successa, è successa tanto tempo fa. Qui il 17 agosto del 1601 è nato Pierre de Fermat, a cui questo blog è in parte dedicato.
Oggi lo ricorda persino Google con un doodle dedicato alla sua intuizione più famosa, l’Ultimo Teorema di Fermat. Non esistono soluzioni intere positive all’equazione:

 a^n + b^n = c^n \,\!

se n > 2.
Ho sempre capito poco di matematica. Ma al buon vecchio Pierre non potevo non fare gli auguri oggi.


Play it again, Sam!

Bruciava tutto l’altra sera a Londra. Bruciava persino il grande magazzino della Sony a Enfield: 20 mila metri quadrati, il piu’ grande deposito di cd al mondo. Uno stock usato anche dalla Pias, l’etichetta che ha in mano la distribuzione della musica indipendente britannica.  Pias sta per Play It Again, Sam!, Suonala ancora, Sam! Ma forse non c’è più molto da suonare.
A settembre, molti album non usciranno. Un mese nero per la musica in tutto il mondo.
Lo stesso mese sarà colorato di arcobaleno per un piccolo negozio di dischi, in una grande città del nord Italia. Un negozietto fatto di scaffali, copertine e libretti da sfogliare, album da ascoltare e commentare in ore e ore di chiacchiere, discussioni e disquisizioni. Un angolo sbucato fuori dal passato. Rischiava di morire stritolato tra music store, grande distribuzione e debiti da saldare.
Ma anche lì hanno urlato Play it Again, Sam! Suonala ancora, Sam! Ed ecco allora l’idea tra i più affezionati clienti. Un bonifico bancario a testa da 250, 500, 1000 euro. Liquidità da pompare subito nelle vene del negozio. Non un’elemosina, né un prestito. Entro il 31 dicembre quei soldi verranno restituiti sotto forma di cd, vinili, magliette e tazze con il logo del vecchio negozio di musica. Un pagamento anticipato per acquisti da fare in futuro.
La dignità, il sogno e la speranza sono salvi.
Play it again, Sam!


Quando il bimbo gridò “Alliva l’onda!”

Allergia al pesce e spiccata sensibilità al mal di mare. Per quanto anomalo, sono un ragazzo del Tirreno.
Cresciuto con una finestra sul golfo, punta estremo nord di quel mare, dove quasi entra dentro al centro storico di Genova. E lo ammetto. Da buon ragazzo del Tirreno, ho sempre disprezzato l’Adriatico.
Lascia perdere Venezia, il Conero, il Gargano e la Puglia. Lascia perdere. Per un migliaio di chilometri l’Adriatico, da questa parte del mare, è solo  piatto, superficiale, marroncino, vittima della mucillagine, sabbioso fino alla noia, senza guizzi, senza scorci.
Mi inchino però oggi a questo mare grigiolino. Perchè mi ha regalato la gioia di vedere mio figlio correre dentro l’acqua per la prima volta e urlare entusiasta “Guadda papà! Alliva l’onda”.