L’odore dei lacrimogeni

E’ stato un attimo. Mi è squillato il telefono, mi sono guardato in giro, ho visto che la nube bianca latte era svanita, e mi sono tolto la maschera antigas. Non dimenticherò mai l’odore, la sensazione di prurito dentro al gola, ti viene quasi da sognare di avere delle mani che grattano tra la faringe e i polmoni.
E’ solo una mia piccolissima istantanea della battaglia in Val di Susa. Tre ore in mezzo. Da una parte scudi, manganelli e caschi, lacrimogeni, idranti e pallottole di gomma. Dall’altra cappucci neri, maschere da subacqueo, fazzoletti zuppi d’acqua su bocca e naso, pietre, bottiglie  e bastoni.

Il servizio del Tg1

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