Un’inchiesta difficile

Fino a ieri erano la 279, 283, 284. Tombe con su scritto IGNOTO  e un numero. Dodici lapidi senza nome
Uomini e donne. Vite bruciate dalla furia nazifascista, il 24 marzo del ’44 alle Fosse Ardeatine a Roma.
Vite annientate come rappresaglia per l’imboscata partigiana del giorno prima.
L’italia ha deciso di provare a dare giustizia a queste vittime, 67 anni dopo il loro massacro.
Il Ris dei Carabinieri aveva una lista con dodici nomi e dodici resti umani. Bisognava mettere assieme nomi e corpi. Un rebus. Un’inchiesta difficile, complicata, in cui sono state applicate le moderne tecniche di indagine criminale ad un crimine storico.  
E da oggi due lapidi hanno un nome e un cognome. Ne restano dieci anonime. L’inchiesta prosegue.

Il servizio del Tg1

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